cronaca

"La raccomandazione? No, ma..."

I giovani la condannano ma la usano

La raccomandazione? No grazie: i giovani sognano che l'abitudine tutta italiana di farsi dare una "spintarella" abbia vita breve. Ma poi, quando si passa ai fatti, ben 7 su 10 ammettono che sì, se proprio fosse utile per ottenere un posto di lavoro si farebbero di buon grado "mandare da Picone". Il fenomeno, secondo una ricerca dell'Eures su un campione di 3mila ragazzi, è in crescita al Sud, proprio dove i giovani lo condannano maggiormente.

Secondo la ricerca, negli ultimi anni il fenomeno delle raccomandazioni è invece aumentato per quasi la metà degli intervistati: ad avvertirne maggiormente la crescita sono i ragazzi del Sud, soprattutto quelli con meno di 20 anni. Secondo la maggioranza degli intervistati, quello della spintarella è un fenomeno da evitare soprattutto perché favorisce chi non ha meriti, è ingiusta e favorisce la crescita di una cultura mafiosa: a dire di sì alla raccomandazione è un esiguo 7,8% del campione (secondo cui è solo una forma di aiuto, niente più), contro un 62,9% di no.

Ma quando ai ragazzi si chiede se accetterebbero una raccomandazione pur di lavorare, la musica cambia: l'80% degli intervistati è convinto che per ottenere un lavoro la spintarella sia indispensabile, e pochi meno (7 su 10) sono coloro che, stando così le cose, la accetterebbero. Anche se, una volta raccomandati, ci sono anche alcune controindicazioni: la perdita di autostima e il giudizio dei colleghi.