E' allarme per gli investimenti delle imprese. Nel 2002 sono scesi del 7,2% e si attende un rosso ancora più pesante per il 2003, con una previsione di flessione pari al 10,7%, secondo l'Isae. Insomma, l'incertezza della salute dell'economia e l'arrivo sempre procrastinato di una ripresa che appare ancora lontana impauriscono anche le imprese, che preferiscono aspettare tempi migliori.
Per ritrovare un po' di ottimismo, secondo l'Istituto di studi e analisi economica di Roma, occorrerà arrivare al 2004, quando si segnalano indicazioni favorevoli provenienti dalle imprese di più grandi dimensioni e da quelle che operano nei settori metalmeccanico e alimentare.
A perdere il 7,2% nel 2002 sono stati gli investimenti del settore manifatturiero ed estrattivo nel 2002, che hanno registrato una flessione maggiore di quella stimata nel periodo ottobre-novembre 2002 (meno 6,2%). E il calo preventivato del 10,7% per quest'anno, seppur pesante, è comunque meno grave rispetto a quanto ipotizzato lo scorso autunno (meno 12,3%).
"Il pessimismo sull'andamento della spesa per investimenti nel 2003" rileva lo studio dell'Isae su 750 imprese delle 4mila comprese dal Panel mensile dell'istituto "è probabilmente anche influenzato dal fatto che la rilevazione è stata condotta in un periodo di forte incertezza circa le prospettive sulla situazione economica internazionale, a causa del conflitto in Iraq".
La maggioranza delle imprese intervistate (il 38% del campione) risulta invece ottimista sulle prospettive degli investimenti nel prossimo anno; indicazioni favorevoli vengono soprattutto dalle imprese di più grandi dimensioni e da quelle che operano nei settori meccanico e alimentare.