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"Immunità per tutti i parlamentari"

Berlusconi: torniamo alla Costituzione

Ciampi "ha ragione" nel dire che la lotta politica non deve superare certe soglie ma, ha replicato Berlusconi, a volte si è "costretti" a difendersi dalle "persecuzioni giudiziarie" di "una parte della magistratura che attacca e cerca di eliminare quelli che considera degli avversari politici". Per questo, rilancia il premier, si deve "puntare in maniera certa al ripristino della Costituzione" in materia di immunità e autorizzazioni a procedere.

Un filo diretto con gli ascoltatori di Radio Anch'io ha fornito al presidente del Consiglio l'occasione per fare il punto, ancora una volta, sul durissimo scontro in atto in questi giorni tra politica e magistratura, esploso in seguito alla condanna dell'azzurro Cesare Previti nell'ambito del processo Imi-Sir/Lodo e per il coinvolgimento dello stesso premier, nella veste di imputato, al processo Sme sempre a Milano.

"Costretto a difendermi dalla persecuzione dei giudici"
Ebbene Berlusconi ha aperto il suo intervento sottolineando di "condividere totalmente" la preoccupazione espressa dal Capo dello Stato che ha ammonito a non superare certe soglie nell'ambito del confronto politico: "Ciampi ha assolutamente ragione", fa sapere il premier, ma "sonostato costretto a difendermi" non solo dagli "attacchi" dell'opposizione ma da quella che ha definito una vera e propria "persecuzione giudiziaria" messa in atto da "una parte della magistratura che attacca e cerca di eliminare quelli che considera degli avversari politici".
Anche la Fininvest, rilancia Berlusconi citando una serie di dati relativi agli 87 procedimenti penali intentati contro il suo gruppo negli ultimi anni, ha subito una vera e propria "persecuzione che non ha avuto scopi giudiziari ma intenti politici per evitare che il centrodestra governasse il Paese". "Certi mi dicono - ha commentato con sarcasmo il premier - fatti processare, ma nessuno si è fatto processare come me".

"Ripristinare l'immunità per tutti i parlamentari"
"Chi è stato scelto dai cittadini per governare - ha poi aggiunto il premier- deve poterlo fare senza che ci siano interventi esterni come ad esempio quelli dell'ordine giudiziario". Ed è anche per questo, ha spiegato, che il governo sta mettendo a punto una serie di riforme per contrastare la "persecuzione giudiziaria" che lo vorrebbe "costringere" a "non fare il proprio dovere", come ad esempio l'abrogazione per il Pubblico Ministero della possibilità di ricorrere in Cassazione quando l'accusato venga prosciolto nella sentenza di 2/o grado.
Del resto, aggiunge il premier, "io sono il leader indiscusso di questa maggioranza" e "solo l'8% degli italiani professa fiducia nei magistrati".
E' per questo, ha spiegato, che occorre "ritornare alla Costituzione dei padri fondatori, quella in vigore dal 1948 al 1993", anno in cui le garanzie per i parlamentari furono riformate in senso restrittivo sulla scorta dei fatti di Tangentopoli.
"Si deve puntare in maniera certa al ripristino della Costituzione" in materia di immunità e autorizzazioni a procedere, ha quindi ribadito ancora una volta il presidente del Consiglio, secondo il quale la sospensione dei processi in corso per i vertici dello Stato, prevista dal cosiddetto "lodo Maccanico" che la Cdl si accingerebbe ad attuare, dovrebbe riguardare anche i parlamentari: "Non voglio fare un caso personale su Cesare... - ha detto riferendosi a Previti - ma è chiaro che tutti coloro che sono stati scelti dai cittadini come membri del Parlamento devono rientrare nella norma generale, non si possono fare differenze".

Processo Sme: "Inevitabile parlare di Prodi ed Amato"
Il premier si è poi soffermato sulla deposizione spontanea che ha reso lunedì scorso fa davanti ai giudici di Milano nell'ambito del processo Sme, spiegando di essere stato "costretto" a chiamare in causa Romano Prodi e Giuliano Amato perché "i personaggi erano quelli": "Ho cercato di essere il più rispetto possibile e non ho mai fatto il nome di Prodi, ho parlato di presidente dell'Iri - chiarisce Berlusconi - ma, ahimé, il presidente dell'Iri di ieri oggi è il presidente della commissione Ue".

"Nessun dialogo con questa sinistra senza buonsenso"
"Io non credo ci si possa aspettare un gesto di buonsenso, di responsabilità, da parte di questa opposizione", ha tagliato corto Berlusconi a proposito della possibilità di collaborare con il centrosinistra soprattutto per varare le grandi riforme. "Questa opposizione è abituata a ribaltare la verità e in ogni vicenda fa solo ciò che gli conviene in quel momento: noi - ha concluso - non solo abbiamo il diritto ma il dovere di portare avanti il programma e le riforme, senza veti di sorta da parte di questa opposizione".

"I media non devono amplificare le ingiurie"
Il premier ha poi accusato i mezzi di informazione, con particolare riferimento al Tg3: "Non è diritto di cronaca amplificare una ingiuria: giornali e tv sono quindi corresponsabili di questa amplificazione". Di più: secondo Berlusconi l'episodio milanese di due giorni fa è stato una vera e propria "imboscata": "E' stata studiata un'accoglienza particolare, gente che mi faceva gestacci, poi c'è stato l'agguato, studiato, di uno di questi signori che con le telecamere accanto, una di una tv privata e una della terza rete rai, evidentemente d'accordo...".