La polmonite atipica in Cina comincia a creare problemi di ordine pubblico. Nei giorni scorsi, in due centri delle province meridionale e centrale di Zhejiang e Linzhou dove erano state create zone di quarantena, oltre un centinaio di contadini hanno preso d'assalto uffici governativi e sequestrato e picchiato alcuni funzionari. Molte persone sono state arrestate. Intanto, nel Paese la Sars ha provocato altre 9 vittime e 160 nuovi contagi.
I due casi di ribellione popolare alle misure di quarantena prese in due zone dove la popolazione è ancora relativamente indenne dal contagio si sono verificati tra sabato e domenica in un villaggio nella contea di Yuhuan, situata nella provincia meridionale dello Zhejiang e, tra il 25 e il 28 aprile, nella cittadina di Linzhou, nella provincia centrale di Henan.
A Linzhou sono stati saccheggiati anche diversi centri sanitari e per effetto di questo episodio, sono stati rimossi il direttore dell'Ufficio di Sanità Pubblica e il responsabile del centro per le malattie infettive.
Intanto, il bilancio della Sars si aggrava di giorno in giorno: il ministero della Sanità di Pechino ha reso noto che altre 9 persone sono morte per effetto del virus misterioso e altre 160 sono state contagiate. Secondo le autorità sanitarie, tre dei decessi più recenti si sono concentrati a Pechino, al pari di 98 episodi del morbo, tre sono avvenuti nella provincia meridionale del Guangdong (la prima a essere colpita dalla malattia lo scorso novembre) due sono stati denunciati nello Shanxi e l'ultimo nel Tianjin.
In totale, ora le morti per Sars ammontano a 208, mentre i casi finora accertati di polmonite atipica sono 4.280. I pazienti dimessi dagli ospedali che hanno sconfitto la malattia sono 1.443.