Nonostante la fresca retrocessione, oltre 50mila tifosi hanno riempito le strade di Torino nella "marcia dell'orgoglio granata". Il corteo è partito dall'ex stadio Filadelfia fino ad arrivare in piazza San Carlo, dove il presentatore tifoso Piero Chiambretti ha intrattenuto la folla. Molte vecchie glorie, prima di unirsi al corteo, hanno partecipato alla messa commemorativa dei 54 anni dalla scomparsa del Grande Torino nella tragedia di Superga
Un'altra dimostrazione di attaccamento alla maglia, alla storia del Torino da parte di una tifoseria che soltanto un giorno prima aveva dovuto subire l'onta della retrocessione in B. Il corteo aveva il fine di prendere spunto dall'anniversario della tragedia di Superga per ribadire l'orgoglio granata e l'importanza del passato di un club che non riesce più a ritrovare la strada del successo. Partiti dal Filadelfia, i tifosi hanno effettuato un percorso che si snodava attraverso due punti strategici, ovvero la curva Maratona del Comunale e Corso Re Umberto, dove morì Meroni. La conclusione poi in piazza San Carlo, dove i tifosi hanno approfittato per contestare ancora una volta il patron Cimminelli e Romero, invitati caldamente ad andarsene.
In città intanto si inseguono le voci più disparate sul futuro societario. In questo momento è in pole position per l'acquisizione delle quote di maggioranza anche l'attuale proprietario della Triestina, Amilcare Berti, torinese di nascita e tifoso granata. Un'ipotesi, questa, che potrebbe essere anche favorita dall'ormai quasi certo arrivo sulla panchina del Torino di Ezio Rossi, tecnico degli alabardati rivelazione della serie cadetta. Voci che parlano della volontà del Torino di risalire, perchè manifestazioni come quella di domenica non debbano essere più necessarie.