"E' il momento della verità, del mantenimento del patto elettorale". A sostenerlo dal palco di Pontida, è il ministro per le riforme Umberto Bossi nel corso del suo discorso conclusivo alla manifestazione leghista. Bosssi rivendica l'importanza dell'apporto al governo dello "zoccolo duro" della Lega, che non si è venduto e che è il solo a consentire l'avanzata verso le riforme, fra tutte quella federalista contro il centralismo romano.
Ricompattare le truppe, non concedere nulla agli avversari fuori e dentro la maggioranza. E' Bossi-show, senza freni, a 360 gradi sui temi a lui più cari che rivelano la dote più autentica del movimento: la voglia di fare da soli. "La Lega con il federalismo ha assunto la gloriosa eredità del 25 aprile per proseguire la lotta di liberazione", più di così oggi Bossi non poteva dire.
Dopo il botto le considerazioni più prettamente politiche: "E' il momento della verità", ricorda il ministro delle Riforme. Gli preme il patto elettorale che in parte considera a rischio, naufragato nel piccolo cabotaggio delle transazioni di palazzo, nel dare e avere quotidiano soprattutto all'interno della coalizione di governo.
"Questa partita cade nel mezzo di una serie di nostre considerazioni - ha aggiunto Bossi - motivate dal fatto che non è impossibile frae le riforme ma occorre molto fatica". Bossi rivendica l'importanza della Lega, lo "zoccolo duro" che non tradisce, "finché non sarà assicuratala libertà federalista vera, potrà partire la reazione dura contro il centralismo romano e i partiti che lo sostengono".
"Se alle prossime elezioni, dove ci presentiamo da soli, la Lega vince diventano tutti più malleabili. Se perde addio al federalismo". Il leader leghista sprona i suoi in vista delle prossime amministrative sottolineando il bisogno di una vittoria elettorale. "Siamo qui a Pontida - ha proseguito Bossi - per chiedere un patto di unità padano perché questa Lega è libera e non abbiamo amicizie particolari , non abbiamo stipulato contratti di desistenza con nessuno".