spettacolo

Roma,

Quando i piu' ignoravano la seduzione di un piede nudo di donna, questa passione veniva alimentata dal cinema, che del resto non poteva
mostrare molto altro. Oggi che sono tantissimi i cultori del genere (a giudicare dai siti Internet), per i piu' raffinati si apre martedi' a Roma la mostra "Piedi mon amour", ovvero questo particolare feticismo attraverso le immagini da collezione, foto, manifesti, giornali degli anni '50, '60, '70. L'esposizione restera' aperta fino al 10 giugno nella sede dell' Associazione "Caro vinile...caro cinema" (via Giunio Bazzoni, 3), dove gia' si sono viste due mostre da cinefili incalliti: "Sylva Koscina e le altre", dedicata alle attrici meno note degli anni d'oro; e "Pin up all'italiana" sull'editoria sexy dal dopoguerra all'avvento della pornografia. 

Anche questa volta i fondatori dell'associazione, l'attrice Francesca Codispoti e il giornalista Franco Vichi, intendono esplorare una zona dell'erotismo e della bellezza femminile. Per l'inaugurazione hanno organizzato una performance animata da nomi famosi fra gli appassionati: il disegnatore Franco Saudelli disegnera' dal vivo la sua musa ispiratrice Sonia Topazio, debitamente legata e con tacchi a spillo, come appare nella rivista 'Blu', che e' praticamente l'organo ufficiale del feticismo italiano. Altre due modelle offriranno uno spogliarello in puro stile anni Sessanta (ricordate lo scandalo di Aiche' Nana' al ristorante Rugantino?).

La mostra fara' scoprire che, quando il culto del piede nacque nel buio delle sale cinematografiche degli anni '50, sui giornali sexy dell' epoca venivano pubblicati trattati di medici che studiavano le ragioni piu' o meno scientifiche, per cui nelle donne i piedi piatti erano segno di frigidita', mentre una pianta del piede piuttosto curva rivelava una grande amatrice. Su questa presunta base scientifica si fondava l'attrazione esercitata sull'elemento maschile, da una corpo muliebre issato su tacchi altissimi. Le donne dal canto loro sapevano istintivamente metter in risalto i propri piedi con scarpe di sicuro effetto, per arricchire la loro femminilita' ed esprimere al massimo il loro fascino. Un famoso calzolaio  invento' una particolare scarpetta a tacco alto che - sosteneva lui - facendo inarcare il piu' possibile la pianta del piede, attivava le funzioni ipofisarie, esaltando al massimo la sessualita'
femminile.    Le piu' spregiudicate e le piu' abili del resto gia' utilizzavano, nei loro coinvolgimenti erotici, questa ancora oscura zona erogena, sulla quale anche Leopold von Masoch si era esercitato (ma allora si parlava di severi e inquietanti stivaletti molto allacciati). Il cinema porto', invece, davanti agli occhi e nella testa degli uomini, tacchi altissimi che contribuirono non poco al fascino della Lollobrigida, della Pampanini, di Sophia Loren, della Sylva Koscina e tante altre. Chissa' se sarebbero diventate le star che sono state, se non avessero calzato quelle scarpe e non se le fossero tolte con grazia. E si ricorderebbe con lo stesso piacere la scena piu' famosa della 'Dolce vita', se Anita Ekberg non si fosse sfilato il suo fantastico decollte', prima di entrare nella fontana di Trevi? Oggi le cose sono cambiate, ma solo nel senso che sono piu' esplicite. Ricordano i curatori della mostra che ancy Brilli e Alba Parietti hanno raccontato di aver molti ammiratori delle loro estremita'; e che Federica Panicucci e' stata tormentata da dalle telefonate di un oscuro feticista che delle sue trasmissioni notava solo il tipo di scarpe da lei indossato. L' arte magica del feticismo, spiega insomma la mostra, e' tutta qui, incardinata su due fondamentali momenti: indossare scarpe con tacchi altissimi, simbolo ed espressione di peccato; e sfilarsele, nel momento di maggior pathos, portando alla luce la parte piu' nascosta della tanto desiderata venere. Una volta,forse, si guardava quella parte per desiderare tutto il resto che non si poteva mostrare. Oggi, che si mostra tutto, due piedi affusolati con le unghie laccate sono l'unica parte che spesso la macchina da presa o la telecamera esitano ad inquadrare.