cronaca

Imi-Sir,giudici in camera consiglio

Respinta la ricusazione di Previti

I giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano si sono ritirati in camera di consiglio per decidere la sentenza del processo Imi-Sir/Lodo per il quale, tra gli altri, è imputato l'ex ministro della Difesa Cesare Previti. La corte d'Appello aveva in precedenza respinto l'istanza di ricusazione, atto contro cui Previti ha già annunciato ricorso in Cassazione, ma il processo va ugualmente avanti.

Appena il tribunale si è chiuso in camera di consiglio, i pubblici ministeri Ilda Boccassini e Gherardo Colombo sono tornati nei loro uffici al quarto piano della Procura. Gli avvocati della difesa, invece, dopo aver annunciato ai rispettivi assistiti che il collegio aveva respinto le ultime istanze di sospensione del processo per la deliberazione, hanno invece lasciato il palazzo e hanno raggiunto i rispettivi studi.

Prima della camera di consiglio, il presidente Paolo Carfì non aveva dato alcun appuntamento specifico. Si era limitato a dire: "Non sappiamo quanto tempo ci servirà, se mezz'ora, tre ore, o altro tempo".

La corte d'Appello boccia la ricusazione
La quinta corte d'Appello di Milano ha rigettato, dichiarandola inammissibile, la settima istanza di ricusazione proposta da Cesare Previti nei confronti dei giudici della quarta sezione penale del Tribunale davanti ai quali si celebra il processo Imi-Sir. La difesa di Previti ha subito annunciato che ricorrerà in Cassazione contro la decisione.

La quinta corte d'Appello ha anche rigettato l'eccezione di nullità sollevata dalla difesa di Previti sul parere espresso dalla Procura generale sull'istanza stessa. L'istanza di ricusazione è stata giudicata inammissibile perché presentata fuori tempo massimo: la corte d'Appello ha quindi condannato Previti a pagare una somma di 1.500 euro in favore della cassa delle ammende.

"A nostro giudizio - ha spiegato l'avvocato Giorgio Perroni, uno dei difensori dell'ex ministro - il Tribunale non può andare a sentenza". Ma, intanto, i giudici si sono ritirati in camera di consiglio.

Previti e la sua difesa, comunque, non si arrendono: già lunedì è stata presentata un'ennesima istanza di sospensione del processo in attesa dell'esito del precedente ricorso in Cassazione, ed è prevedibile che lo stesso i legali faranno per questo nuovo ricorso in Cassazione. Finora, però, tutti i tentativi di bloccare il processo in attesa del pronunciamento della Suprema corte sono andati a vuoto.