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Cavasin: "Che bella sensazione"

"Credo nel progetto di Della Valle"

Alberto Cavasin, a Radio Anch'io Sport, ha commentato il successo della Florentia, neopromossa in Serie C1: "E' stata una sensazione piacevole, quella di avere fatto una cosa bella non solo sotto l'aspetto sportivo. Qui c'è una città che ha vissuto un buon anno dopo uno anomalo". Poi ha concluso: "Non era facile decidere di venire qui, ma credo nel progetto Della Valle. Possiamo andare in serie A senza dover cambiare per forza tutta la squadra".

E' una città in festa Firenze, che ha raggiunto il primo gradino per uscire da un incubo. Anche il sindaco Leonardo Domenici, che ha seguito la vicenda da vicino la scorsa estate, ci tiene a far conoscere la sua soddisfazione, personale e in qualità di massimo rappresentante della cittadinanza. "Firenze è soddisfatta e contenta - spiega intervenendo in trasmissione - certo è consapevole che il cammino è ancora lungo perché siamo solo in C1 ma la città sente di aver vinto una scommessa. In questo periodo - continua - sono andato in giro per l'Italia e ho trovato tanti nostri tifosi che seguivano con passione le vicende della squadra, anche in C2. Il legame con il territorio e la città però in questi casi diventa ancora più importante. Bisognerebbe varare provvedimenti di legge rivolti a salvaguardare questo aspetto".

Poi Domenici getta uno sguardo al futuro, a partire dalla disputa sul marchio. "Il marchio, i nomi ed i simboli - spiega - appartengono alla gente ed ai tifosi non è giusto andarseli a ricomprare in un'asta pubblica. Comunque io e il Comune abbiamo avuto un ruolo importante all'inizio: avevamo costruito una scatola vuota, che era il titolo sportivo, poi Della Valle, Galli e gli altri l'hanno riempita. Mi auguro che le forze vive della città capiscano però che questo è un progetto importante e spero che anche altri, oltre a Della Valle, contribuiscano a farci tornare dove meritiamo di stare".

Poi è venuto il turno di Giovanni Galli, direttore sportivo, che ha spiegato le difficoltà di mettere in piedi una squadra, che aveva l'obbligo di vincere da subito, nell'emergenza totale seguita al fallimento. "La squadra è nata in fretta e furia - dice - ad agosto quando tutte le altre squadre erano già sistemate noi non avevamo giocatori. Il passo più importante è stato l'arrivo di Di Livio che mi ha dato forza per andare in altre società a convincere altri giocatori: lui aveva fatto un Mondiale ed aveva accettato di scendere in C2, la sua scelta è stata determinante. Devo dire però che di tutti i problemi del calcio del passato la Fiorentina è stata quella colpita più di tutte. Anche altri club erano in difficoltà. Penso che anche da questo sia partita una spinta in più per raggiungere questo obiettivo. Il futuro? Non vogliamo fare rivoluzioni ma acquistare pezzi importanti che ci possano servire per il prossimo biennio".