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La crisi colpisce la chiesa inglese

Bruciati 500 milioni di sterline

La crisi finanziaria penalizza anche gli affari legati alla religione e al sacro. E' stata infatti bruciata un'altra fetta del consistente patrimonio della Chiesa d'Inghilterra, che nel 2002 ha perso 500 milioni di sterline (750 milioni di euro) dopo i 435 milioni di sterline dell'anno precedente.

Alla fine dell'anno scorso, il portafoglio complessivo della Chiesa d'Inghilterra aveva un valore di 3,5 miliardi di sterline contro i circa 4 miliardi di sterline di fine 2001 e gli oltre 4,4 miliardi a fine 2000.

Il fondo principale azionario del portafoglio ha perso il 9,3%, una performance definita comunque "molto buona" dalle autorità se paragonata con la media del mercato. Le cose sarebbero andate anche peggio se il settore immobiliare non avesse guadagnato terreno: un generale incremento del portafoglio immobiliare, che costituisce il 40% del portafoglio complessivo, ha infatti controbilanciato in parte l'andamento deludente di quello azionario.

Ma le perdite accumulate negli ultimi due anni (oltre 900 milioni di sterline) non segnano il primo momento difficile per i tesorieri della Chiesa d'Inghilterra. Alla fine degli anni Ottanta, alcuni investimenti immobiliari sbagliati si tradussero in perdite per circa 800 milioni di sterline.