"Il ruolo del presidente Rai è assegnato dalla legge, non c'è bisogno che ci siano i ministri a ricordarcelo. Quando accettiamo di venire in un'azienda come questa, facciamo i compiti a casa e leggiamo le leggi". Lucia Annunziata replica alla nota del ministro Tremonti sui poteri dei vertici. La presidenza di garanzia, dice, "garantisce che l'azienda sia autonoma e si sviluppi, tenendo ben presente che il padrone della Rai è il cittadino".
Il presidente di Viale Mazzini poi assicura: "Garantirò la presenza di tutte le forze politiche e sindacali in Rai". Una risposta secca, quella della Annunziata, alla nota del ministero dell'Economia sui poteri del direttore generale e del Cda. "La presidenza e' nel Consiglio di amministrazione - afferma - e ha la rappresentanza legale e territoriale dell'azienda". Poi aggiunge che il ruolo della presidenza di garanzia e' quello di "garantire la missione dell'azienda, cioe' il pluralismo, assegnato dal Parlamento perche' il padrone dell'azienda e' il cittadino. La seconda missione e' garantire l'autonomia della Rai, far si' che stia sui propri piedi, garantendo la presenza di tutti i partiti politici a 360 gradi". La Annunziata fa anche notare come la Rai stia "affrontando grandi cambiamenti strutturali" e come "il nodo piu' grosso" sia "la redistribuzione territoriale": "Ritengo -dice, infatti, che sia importante mantenere il cervello dell'azienda a Roma".
Annunziata-Cattaneo: la stretta di mano
Foto insieme, grandi sorrisi, una lunga stretta di mano fra il presidente della Rai Lucia Annunziata e il direttore generale Flavio Cattaneo. L'incontro pubblico, avvenuto a Viale Mazzini in occasione della conferenza stampa di presentazione del concerto del Primo Maggio, alla quale pero' Cattaneo non ha partecipato, e' stato comunque propizio per una pace ufficiale tra presidente e direttore generale. Il saluto tra i due e' stato documentato dai numerosi fotografi presenti.
Bonatesta (An): plaude alle parole del presidente "Quando la Annunziata garantisce il rispetto del pluralismo in Rai, lo spazio a tutte le voci senza preclusione alcuna - dice Bonatesta - , quando afferma che i veri ed unici padroni del servizio pubblico radiotelevisivo sono i cittadini che pagano il canone e quando ribadisce che il cervello, la testa della Rai deve rimanere a Roma, assicurando che il Cda riprendera' in mano la delibera sul trasferimento di Raidue a Milano adottata dai precedenti amministratori non puo' che incontrare il nostro vivo apprezzamento". In particolare, sottolinea Bonatesta, "sulla delibera della discordia che ha originato la caduta dei vecchi vertici di Viale Mazzini, adottata, e' bene ricordarlo, senza uno straccio di piano industriale e in totale assenza del preventivo, indispensabile confronto con la commissione di Vigilanza e con gli enti locali interessati, le parole della Annunziata sono musica per le nostre orecchie. La presidente, infatti, non la considera, come vorrebbero alcuni, un dato oramai acquisito sul quale non e' piu' possibile tornare, ma, come abbiamo sempre sostenuto, un elemento controverso che va riesaminato in maniera approfondita, sviluppando su di esso quella discussione che non c'e' stata. Una cosa e' certa: l'esigenza di ridistribuire sull'intero territorio nazionale le strutture della Rai, non solo per ottimizzare le risorse ma anche per far si' che la Rai sia davvero il servizio pubblico di tutti gli italiani, esigenza che certamente esiste, non puo' penalizzare il territorio e l'economia romana e laziale. Sarebbe un malinteso concetto di federalismo, per noi inaccettabile, quello secondo cui per valorizzare una realta' d'Italia se ne punisce un'altra". "Su questo -conclude Bonatesta- debbono essere fissati paletti precisi".
Plaude alle parole di Lucia Annunziata, in particolare sul pluralismo e sulla centralita' di Roma per l'azienda Rai, il senatore Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di An e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai.