Pupi Avati è raggiante per l'inclusione del "Cuore altrove" nella rosa dei venti candidati alla Palma d'oro. "E' come se avessero scelto me, non il mio film", ha dichiarato il regista già premiato con il David per questa pellicola. Avati, unico rappresentante del cinema italiano in gara al 56esimo festival di Cannes, è rimasto sorpreso dall'esclusione di Muccino: "Pensavo proprio che fosse stato scelto per il concorso" ha commentato il regista.
"E' un film che mi appartiene, in cui coinvolgo me stesso in modo autobiografico", ha spiegato Avati. "In precedenza - ha continuato il regista - ero stato a Cannes nel 1991 con Bixx e nel 1993 con Magnificat, ma erano storie altrui. In questo film, invece, sono coinvolto fortemente".
Parlando del cinema italiano, Pupi Avati ha aggiunto: "Ho la certezza che quello passato sia stato un anno di svolta, ci sono tutti i segni per stabilire che il pubblico italiano sia sia affezionato di nuovo al suo cinema. Credevo che anche i francesi se ne fossero resi conto e segnalassero con una presenza più nutrita in concorso questo mutamento. Ma avverrà l'anno prossimo".
Riguardo al festival, il regista ha tuttavia avuto parole di elogio: "La cosa bella è che tutto avviene segretamente. Qualcuno aveva detto che si sarebbe trattato di un festival in tono minore: invece con Von Trier, Van Sant, Babenco e Eastwood c'è da farsi venire i brividi. Io non mi spavento: preferisco godermi questo momento, non chiedendomi neppure come mai proprio questo film ha così vasti apprezzamenti. Poi vedremo cosa succederà".