Migliaia di sciiti sono scesi in piazza a Baghdad per protestare contro l'arresto dell'imam Mohammed al-Fartusi. Un portavoce Usa ha riferito che, davanti all'Hotel Palestine, almeno 5mila uomini hanno inneggiato alla liberazione dell'imam, il cui arresto per ora non è stato confermato. Fartusi, considerato vicino a un gruppo integralista sciita, potrebbe essere il responsabile del recente assassinio di un imam moderato, Abdul Majid al-Khoei.
Al-Fartusi, delegato dei religiosi sciiti di Najaf, avrebbe stretti rapporti con un gruppo integralista sciita accusato dell'assassinio dell'imam moderato Abdul Majid al-Khoei, considerato dai più intransigenti leader sciiti troppo filo-occidentale, avvenuto nei giorni scorsi nella città santa sciita a 160 chilometri a sud di Baghdad. Il religioso ha guidato la prima preghiera del venerdì dal 1999 nella moschea di Sadr City (ex Saddam City), la grande periferia sciita di Baghdad. La "questione sciita" è tra i nodi più spinosi che si trova a gestire l'amministrazione americana nell'Iraq dopo-Saddam. I partiti sciiti del sud protetti dall'Iran sognano uno stato islamico e dopo la caduta del regime sono in fibrillazione. Un portavoce del partito islamico Dawa, gruppo messo al bando da Saddam per avere tentato di assassinare Tareq Aziz e, sostiene nel suo sito, lo stesso raìs, ha preannunciato una grande conferenza da tenersi a Baghdad entro 10 giorni. Vi parteciperanno altre formazioni tra cui, verosimilmente, lo Sciiri, la più importante, che come il Dawa opera da diversi anni a Teheran sotto la protezione degli ayatollah alla guida della repubblica islamica. "Saremo in più di mille e ci sono molti temi da discutere, non ultimo dei quali il futuro costituzionale e il nuovo governo", ha detto il portavoce. Per evitare che gli eventi prendano una piega imprevedibile, l'amministrazione Bush conta di tenere l'Iraq sotto tutela per diversi mesi, se non per anni, ma a Baghdad vi sono parecchi segnali di insofferenza. Secondo molti osservatori, una presenza americana troppo prolungata potrebbe esacerbare gli animi, favorire i radicalismi e il ritorno della politica nelle moschee. E alcuni esperti ipotizzano che in un clima simile potrebbero crearsi le condizioni per l'insediamento di una teocrazia sciita, con tutti i problemi che ne nascerebbero. E' proprio questo che Bush padre aveva temuto nel 1991 quando decise di fermare l'avanzata delle proprie truppe verso Baghdad, preferendo Saddam Hussein alle incognite che avrebbero riservato gli sciiti del sud e i loro protettori iraniani in un futuro senza di lui.