Le forze di occupazione Usa-Gb si ritirino dal territorio iracheno. E' la richiesta avanzata dalla conferenza di Riad sul dopo-raìs. Nel comunicato finale, i ministri degli Esteri di 6 Paesi confinanti con l'Iraq (Arabia saudita, Turchia, Iran, Siria, Giordania e Kuwait), Bahrein ed Egitto, sottolineano "l'obbligo per le forze d'occupazione di ritirarsi dall'Iraq e di consentire agli iracheni di esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione".
L'Arabia Saudita si è detta contraria a una revoca dell'embargo Onu, in vigore dal '90 a carico dell'Iraq, finchè quest'ultimo Paese non disporrà di un proprio governo legittimo. L'eliminazione dell'embargo eè caldeggiata dagli Stati Uniti, e la Casa Bianca stessa l'ha già sollecitata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, preannunciando l'imminente presentazione di un bozza di risoluzione in tal senso.
"Attualmente l'Iraq è soggetto a una potenza occupante", ha tuttavia dichiarato il ministro degli Esteri saudita, principe Saud al-Faisal, al termine del vertice medioerientale a otto, cui hanno tra l'altro partecipato sei Stati confinanti con Baghdad, "e ogni richiesta di revoca delle sanzioni dovrà pervenire unicamente quando vi sarà un governo legittimo che ne rappresenti effettivamente il popolo".