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Da Mina ai Thegiornalisti: la gloriosa storia della "Carosello" in 60 canzoni

E' uscito "Carosello Records 60X60 - Valore alla musica", il volume scritto da Andrea Laffranchi e Federico Pucci sulla storia della casa discografica milanese, esempio virtuoso di etichetta indipendente

Tgcom24

Mina, Domenico Modugno, Vasco Rossi e Giorgio Gaber. Basterebbero questi nomi per capire la centralità della casa discografica Carosello nella storia della musica italiana. La Carosello festeggia quest’anno i suoi 60 anni,: li ricostruiscono Andrea Laffranchi e Federico Pucci nel libro “Carosello Records 60X60 - Valore alla musica”. E lo fanno nel modo migliore: attraverso le canzoni che hanno fatto la storia dell’etichetta, insieme a quella del nostro Paese.

Quella della Carosello è una storia che inizia nel 1959 quando, nello storico palazzo di Galleria del Corso 4, nel cuore di Milano, Giuseppe Gramitto Ricci dà vita all'etichetta discografica come una sezione del gruppo editoriale Curci, pioniere in Italia dell’editoria musicale, fondato nel 1860. E infatti il racconto parte proprio da una canzone che non uscì come Carosello, non ancora nata, ma pubblicata dalle Edizioni Curci. Si tratta di " Madonnina" (vero titolo di quella che per moltissimi è "O mia bel Madunina"), di Giovanni D'Anzi , Siamo nel 1934 e vede la luce il brano che diventerà simbolo della milanesità di un tempo.

Ufficio stampa

Per entrare nel mondo vero e proprio della Carosello bisogna aspettare il 1959, con la regina della cantanti italiane: Mina, con la sua "Tintarella di luna" e tutto il contesto degli "urlatori" che porta scompiglio nel panorama della musica italiana. Scorrendo le canzoni prese in esame si scopre come questa etichetta, rimasta sempre fieramente indipendente, abbia legato il proprio nome a quello di alcuni degli artisti più importanti della nostra storia musicale., E lo abbia fatto spesso in corrispondenza del loro apice. C'è Domenico Modugno con i capolavori "Vecchio Frac" e "Nel blu dipinto di blu", ma anche con "Piange il telefono"; c'è il Giorgio Gaber più prezioso del teatro canzone (con la sola esclusione di "Io se fossi Dio" ritenuta all'epoca troppo estrema da Gramitto Ricci, salvo pentirsi successivamente); c'è il Vasco Rossi degli anni 80 più fecondi e turbolenti, quelli che vanno da "Vado al massimo" a "C'è chi dice no" passando per "Bollicine". Ci sono i mega successi popolari, come "L'italiano" di Toto Cutugno, e il tango rivoluzionario di Astor Piazzolla, in "Libertango",     

Ma quella della Carosello non è solo storia. E' anche presente. L'etichetta, grazie a una gestione oculata e a un fiuto impeccabile per la musica in grado di far breccia, ha superato indenne gli anni della rivoluzione digitale che hanno lasciato macerie in realtà discografiche ben più grandi e incapaci di adeguarsi rapidamente ai tempi che cambiavano. E così anche molti dei più brillanti esponenti del nuovo cantautorato, come  Tommaso Paradiso e i ThegiornalistiCoez e Levante, sono targati Carosello, senza ignorare nuove realtà come il rap (vedi Emis Killa).

Le schede in cui Laffranchi e Pucci analizzano le canzoni inquadrandole storicamente con digressioni sugli artisti protagonisti, sono arricchite da un imponente apparato iconografico composto di foto, manifesti e documenti storici, ma anche di un QR code che permette di aprire i brani nei più diffusi servizi di streaming in modo da poter ascoltare ciò di cui si sta leggendo. Un lavoro prezioso che rende giustizia a una realtà importante della nostra discografia. Il volume è acquistabile esclusivamente su Amazon.

Andrea Laffranchi e Federico Pucci

"Carosello Records 60X60 - Valore alla musica"

Carosello Records

240 ppgg,, euro 29,99

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