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La Siria: "Niente ispezioni"

Retromarcia dopo incontro con Mubarak

La Siria non permetterà alcuna ispezione dei suoi arsenali militari o del suo territorio. Lo ha detto il ministro degli Esteri siriano, Faruq El Sharaa, dopo un colloquio con il presidente egiziano Mubarak. Nei giorni scorsi Damasco si era invece dichiarata pronta ad accettare le ispezioni per dimostrare di non possedere armi di sterminio. La Siria ha sempre respinto le accuse americane di aver offerto asilo e collaborazione a Saddam Hussein.

Durante la sua dichiarazione in una conferenza stampa con il collega egiziano, Ahmed Maher, Sharaa ha precisato: "La Siria non permetterà alcuna ispezione, soprattutto dopo l'affermazione del Consiglio di Sicurezza di voler fare del Medio Oriente una regione priva di armi di distruzioni di massa".

"La Siria contribuirà con i suoi fratelli arabi e tutti i paesi del mondo - ha aggiunto il ministro siriano - a trasformare il Medio Oriente in area esente da tutte le armi di distruzione di massa, chimiche, biologiche e nucleari". "Noi riteniamo che questa decisione faccia eliminare dal Medio Oriente tutte queste armi di distruzione terribili e smantelli egualmente tutti i pretesti ai quali fanno ricorso gli Stati Uniti o altri".

Poi l'affondo all'ammistrazione Usa, che proprio in questi giorni si è detta pronta ad ordinare ai marines di entrare in territorio siriano, alla ricerca di Saddam Hussein. "Alcuni responsabili del governo degli Stati Uniti - ha osservato ancora - hanno atteggiamenti pregiudiziali non solo contro arabi e musulmani ma contro alcuni europei, al punto che li abbiamo sentiti dire che c'è un'Europa vecchia ed una moderna. Naturalmente con questi atteggiamenti non ci saranno visioni oggettive e segnate da buone intenzioni".