politica

Droghe leggere: è scontro

L'Ulivo e Pannella attaccano Fini

E' polemica dopo l'annuncio di Gianfranco Fini sul ritorno dei limiti per la detenzione della droga e soprattutto sullo stop alle distinzioni tra droghe pesanti e leggere. Bocciatura senza mezzi termini da centrosinistra, Prc e Radicali per le proposte del vicepremier in tema di lotta alla droga. Rosy Bindi parla di annuncio sconcertante. "Il governo mostra il suo vero volto che e' quello della repressione", dice Livia Turco.

Rita Bernardini, presidente dei Radicali Italiani, si chiede se "i trascorsi giovanili di Fini abbiano prevalso sul Fini democratico, ragionevole e moderato oppure se il vicepresidente del Consiglio stia compiendo una mossa elettoralistica per mettersi allo stesso livello di irrequietezza e rozzezza del camerata Bossi". 

Secondo la Bernardini, "Fini vuole criminalizzare piu' di quanto non lo siano gia' i 4 milioni di consumatori di hashish e marijuana che, proprio a causa delle leggi proibizioniste, sono costretti a rifornirsi nell'unico mercato aperto 24 ore su 24, quello criminale e mafioso, che prospera grazie all'immenso valore aggiunto determinato dall'illegalita' e dalla clandestinita'. Suggerisco a Fini, se e' mosso da pulsioni elettoralistiche -conclude la Bernardini- di consultare nell'archivio di Radio Radicale le insuperabili dichiarazioni di Almirante che suggeriva di impiccare tossicodipendenti e spacciatori ai pali della luce delle piazze italiane".

Rosy Bindi, responsabile per le politiche sociali e della salute della Margherita, non usa mezzi termini: "L'annuncio del vicepremier è sconcertante. Dopo due anni di governo non c'e' stato un solo intervento normativo e finanziario per la lotta alla droga, per il recupero dei tossicodipendenti e il sostegno alle comunita' terapeutiche. Di piu': si sono resi inefficaci tutti gli strumenti di concertazione messi in piedi nel passato con gli operatori e le comunita' locali. Quindi, dopo due anni di latitanza, il vicepremier Fini ci informa che inasprira' le pene nei confronti dei tossicodipendenti".

Giuliano Pisapia (Prc), invece, afferma: "Ancora una volta si privilegia l'aspetto repressivo a discapito di quello preventivo, con la grave conseguenza di non aiutare chi usa e abusa di sostanze stupefacenti, ma la criminalita' organizzata, e di far aumentare i reati connessi alla tossicodipendenza. Ancora una volta si propongono politiche fallimentari e controproducenti sulle quali i cittadini si sono gia' pronunciati con un referendum abrogativo". Al contrario per Pisapia, per favorire il recupero non possiamo riempire le carceri di tossicodipendenti, che non solo non vengono curati, ma che finiscono col diventare strumento della criminalita'. Ho il fondato timore che si strumentalizzi tale delicato tema per motivi elettoralistici".

E ancora dall'Ulivo Livia Turco, responsabile welfare Ds, attacca: "Il governo dopo aver gettato al lastrico le comunita' e i servizi pubblici attraverso il taglio delle risorse, dopo aver cancellato le politiche di prevenzione, mostra il suo vero volto che e' quello della repressione. Reintrodurre la modica quantita' significa infatti colpire i giovani tossicodipendenti, riempire le carceri di ragazzi e rinunciare a colpire il grande traffico".

Forum famiglie: serve un patto con le istituzioni
Contro la tossicodipendenza e contro tutti i disagi dei giovani serve un "patto" fra forze sociali, istituzioni e famiglie che accompagnino i giovani nella crescita e prevengano le loro difficolta'. E' quanto, infine, propone Luisa Santolini, presidente del Forum delle associazioni familiari, in relazione al ddl sulla droga di Gianfranco Fini. La presidente ha, fra l'altro, sottolineato di non essere d'accordo sulla detenzione a tutti i costi: "Affollare le carceri non serve, l'istituto penitenziario non educa e non aiuta".