mondo

Il dirottamento dell'Achille Lauro

Quattro giorni di terrore a bordo

Il 7 ottobre 1985 avvenne il dirottamento della Achille Lauro, la nave ammiraglia della flotta Lauro. Quel giorno la nave, che stava compiendo una crociera nel Mediterraneo orientale, era a 10 miglia dalle coste egiziane quando un commando salì a bordo e prese il controllo. Il dirottamento durò quattro giorni. I terroristi palestinesi uccisero un americano ebreo, handicappato, e gettarono il corpo in mare. Dopo ore di mediazione il commando fuggì.

Tutto cominciò alle 13,25 del 7 ottobre 1985, quando la nave era a circa 10 miglia dalla costa egiziana. La maggior parte dei passeggeri era scesa ad Alessandria d'Egitto per un visita al Cairo e si sarebbe dovuta reimbarcare la sera.

Due giovani palestinesi, Magied El Molqi e Al Asker Bassan, armati di fucile e bombe a mano fecero irruzione sul ponte di comando, bloccando il capitano, Gerardo De Rosa. Contemporaneamente altri due uomini, Fataier Abdelatif e Marouf Al Assadi, concentrarono i passeggeri rimasti a bordo nel salone degli arazzi.

Arrivò subito la loro richiesta: la liberazione di 52 palestinesi prigionieri in Israele. Nel frattempo la nave era arrivata davanti alle coste della Siria, che respinse la richiesta di mediazione. Nella mattinata dell'8 ottobre venne ucciso il cittadino statunitense Leon Klinghoffer e il suo corpo venne gettato in mare insieme alla sedia a rotelle scatenando l'indignazione in tutto il mondo.

La nave ripartì diretta verso la Libia, ma poco dopo deviò la rotta verso Port Said, dove arrivo' il mattino del 9 ottobre. Qui il commando abbandonò la nave imbarcandosi su una motovedetta egiziana.