politica

Veltroni scrive a Berlusconi

Bossi: "Ora la devolution è blindata"

Umberto Bossi incassa il sì della Camera alla devolution ma incalza gli alleati alzando i contenuti delle richieste e mette, così, in dubbio l'accordo di mediazione raggiunto nella Cdl. Le norme su "Roma Capitale", al Senatur non vanno proprio giù: "Così - attacca - si torna a Roma ladrona". E proprio sulla questione, se il Senatur parla di testo "ormai blindato", il sindaco di Roma, Walter Veltroni, scrive a Berlusconi in difesa della città.

Il leader del Carroccio aveva comunque rilanciato la sua idea delle vice-capitali: "L'Europa ne ha due - aveva ricordato - e anche l'Olanda". Ma l'indignazione per le accuse alla Capitale era stata bipartisan.

"Roma e' orgogliosa del suo ruolo di capitale e desiderio della citta' e' soltanto quello di poterlo svolgere al meglio, cosi' che l'Italia possa essere a sua volta orgogliosa della sua capitale": e' quanto scrive Walter Veltroni, nella lettera, inviata al presidente del Consiglio.

Dopo aver fatto riferimento al decurtamento di 45 milioni di euro dai residui di stanziamento della legge per Roma Capitale Veltroni, che chiede a Berlusconi un incontro, parla di una piu' ampia questione di Roma Capitale, "alla quale incredibilmente non sono stati riconosciuti i poteri speciali in materia di traffico" e critica "il varo di un progetto di revisione costituzionale sul quale non si e' mai ritenuto di consultare il sindaco, con proposte che sarebbero soltanto bizzarre se non fossero fatte dal ministro per le riforme istituzionali".

Bossi: devolution dedicata ai leghisti processati
E lui, il Senatur, vuole fare una dedica precisa dopo l'ok di Montecitorio al ddl che porta il suo nome: "La devoluzione - dice il leader del Carroccio alla Padania - e' dedicata a tutti coloro che sono stati processati per la liberta', per le proprie idee e tra questi ci sono anche molti dirigenti e militanti leghisti che hanno subito decine di procedimenti penali. Questo deve essere un monito chiaro a ricordarsi come la sinistra predica bene, ma razzola molto male quando parla di federalismo e di liberta'. Fu sotto il loro governo che la magistratura si scateno' contro gli uomini della libertà".

"Quello alla Camera e' stato l'ultimo passaggio parlamentare utile per emendare la devolution: ora ci sara' un altro passaggio nei due rami del Parlamento, ma il testo e' ormai blindato". Bossi non ha dubbi sul percorso parlamentare del ddl sulla devolution e confida nel rispetto dei patti da parte degli alleati.

Il leader del Carroccio alla Padania non risparmia pero' alcune frecciate: "Ci sono state dichiarazioni come quelle di Buttiglione, secondo il quale la devoluzione finira' su un binario morto. Beh, penso che su un binario morto ci finira' qualche altro provvedimento". Devoluzione e riforma del Titolo V della Costituzione, "il percorso e' complesso e lungo - afferma Bossi - durera' tutta la legislatura per giungere alla Corte Costituzionale regionalizzata e al Senato delle Regioni, che dev'essere una cosa fatta bene. Sara' un braccio di ferro continuo e noi non abbiamo intenzione di perdere questo braccio di ferro".

Cuffaro: sceneggiate senza valore
"Le sceneggiate di Bossi in Sicilia non hanno alcun valore". Il governatore siciliano Salvatore Cuffaro commenta cosi' le recenti prese di posizione del ministro leghista. "Siamo gli unici veri federalisti italiani, ma siamo altrettanto convinti dell'unita' del Paese", afferma Cuffaro che in questi giorni sta preparando i festeggiamenti per il 57mo anniversario dello statuto della Regione Sicilia.

Il testo - rileva - "ha gia' al suo interno quasi tutte le norme che la riforma sta portando avanti per il resto d'Italia". "La Sicilia gode, ad esempio, di un federalismo fiscale avanzato - osserva Cuffaro -, ma questo non ci ha mai fatto perdere di vista il valore dell'unita' nazionale. Quando Bossi indica Palermo come una delle possibili vicecapitali per contrastare Roma capitale, da noi non ha alcuna presa: e' un'argomentazione che non e' nella nostra cultura. Siamo convinti dell'importanza dello status particolare di Roma capitale".

Tajani: orgoglioso di essere romano
"Se devo replicare ad una vecchia battuta di Bossi con un'altra battuta, posso dirle che sono un romano, me ne vanto e non mi sento un ladrone". Risponde cosi', in una intervista alla Stampa, il deputato europeo di Forza Italia Antonio Tajani, vicepresidente del Ppe e portavoce di Berlusconi, alla provocazione di Bossi. 

In ogni caso, non e' impietoso con il ministro leghista. "Il leader della Lega - sottolinea - ha il merito storico e politico di aver parlato di federalismo quando in Italia non lo faceva nessuno. Se fa battute - smorza Tajani - e' perche' e fatto cosi'. Quando alla fine degli Anni Ottanta invento' quello slogan, se la prendeva con un potere centralista e corrotto. Ma non ce l'aveva con i romani". "Bossi - insiste Tajani - intende soltanto dire che la citta' non puo' essere 'legibus soluta', cioe' sentirsi 'padrona' di fare cio' che vuole. E poi io non sono un romano da sette generazioni. Sono nato a Roma, sono stato candidato sindaco, per un quarto pero' porto sangue del Nord, sono tifoso della Juventus perche' mia nonna era piemontese e me lo hanno pure rinfacciato nella campagna elettorale contro Veltroni. Voglio dire che Roma e' sintesi di tutta l'italianità".

Storace inneggia alla trasversalità
"Roma-ladrona e' una stupidaggine partorita da Bossi sin da quando, al contrario di oggi, predicava la secessione". Non usa mezzi termini il governatore del Lazio, Francesco Storace (An), nel commentare, alla Repubblica, le dichiarazioni di Bossi. E, al contrario del suo presidente Fini, dice di non giudicarle affatto folcloristiche. "Le valuto - dice - esattamente come vanno valutate: insulti da rispedire al mittente. Solo che - aggiunge - a differenza della sinistra, io capisco perche' lo fa. Deve spiegare ai suoi che questa partita l'ha vinta chi difende Roma".  Una vittoria non modificabile, secondo Storace, che parla di un "partito trasversale per la capitale dello Stato federale".