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Sars, Oms: "Cina nasconde malati"

Impedito l'accesso in ospedali militari

Pechino sempre più nel ciclone per lo scandalo Sars. In Cina si sono registrati nelle ultime 24 ore 14 nuovi casi di polmonite atipica. Per il momento non è cresciuto il numero delle vittime. Il governo di Pechino dice di avere la situazione sotto controllo ma l'Oms vuole vederci chiaro e denuncia l'impossibilità di poter entrare negli ospedali militari dove si teme sia ricoverato un gran numero di malati di polmonite atipica.

"Mentre sembrano esser riusciti a contenere il contagio in alcune ospedali, le autorità cinesi ancora non hanno dato il permesso di visitare gli ospedali militari, che sono stati l'epicentro di molte chiacchiere", dice l'Oms.

A Pechino è cominciato un altro tavolo di incontri tra i medici stranieri e le autorità cinesi: in ballo c'è anche la richiesta di ottenere una serie di campioni prelevati dai malati da far analizzare in laboratori all'estero. La situazione in Cina non migliora: nella sola giornata di lunedì la Cina ha denunciato 82 nuovi casi di contagio e quattro nuovi decessi (il che fa salire a 1.424 il numero totale dei malati e 64 morti).

Dietro alla Cina, tra i Paesi più colpiti dalla Sars, ci sono Hong Kong con 1190 casi e 47 morti, gli Usa (174 casi e nessun decesso), Singapore (158 casi e 12 morti), il Canada (100 casi e 13 morti), Vietnam (63 casi e 5 morti). E ancora, Taiwan con 23 casi, Thailandia (8 casi e 2 morti), Germania (6 casi) e Gran Bretagna (6 casi). Di seguito Francia (5 casi), Malesia (4 casi e un decesso), Brasile (2 casi), mentre Svizzera, Spagna, Romania, Irlanda e Kuwait registrano un solo caso segnalato. In Italia l'Oms riporta tre casi di Sars, nessuna vittima e due persone ricoverate.