Tensioni in medio-oriente

Iran, due missili colpiscono l'isola di Qeshm | Vance vuole un accordo ma l'esercito aspetta l'ordine di Trump

Secondo il New York Times gli Stati Uniti sono vicini a riprendere il conflitto: pronti migliaia di militari, mezzi aerei e navi

© Ansa | lucerna vance iran usa

© Ansa| lucerna vance iran usa

L'amministrazione Trump è spaccata sull'Iran. Il vicepresidente JD Vance preme per la fine del conflitto, mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth e il numero uno dell'Us Central Command Brad Cooper spingono per un ritorno ai combattimenti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo cui le tensioni fra le varie posizioni all'interno dell'amministrazione si sono intensificate dopo le elezioni di metà mandato. E proprio in questo clima di incertezza, gli Stati Uniti tornano a colpire l'Iran: due missili hanno raggiunto l'isola di Qeshm.

Il vicepresidente vuole la fine del conflitto -

 JD Vance ha trascorso le ultime due settimane in trattative indirette con l'Iran per raggiungere un accordo su un nuovo cessate il fuoco e riprendere le trattative sul nucleare. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il coinvolgimento di Vance mostra il suo impegno a cercare di svincolare gli Stati Uniti da un conflitto che ha danneggiato i repubblicani alle elezioni di metà mandato. Vance sta parlando quasi quotidianamente con i mediatori del Qatar e del Pakistan, che stanno discutendo la possibilità di un incontro a livello tecnico fra gli Stati Uniti e l'Iran nei prossimi giorni.

Trump conferma l'attacco -

 "Non voglio parlarne. Abbiamo condotto un piccolo attacco in Iran. Hanno costruito un piccolo dispositivo antiaereo e lo abbiamo messo fuori combattimento in 15 minuti, forse cinque". Lo ha detto Donald Trump, rispondendo a chi gli chiedeva se gli Stati Uniti fossero stati dietro l'attacco all'isola di Qeshm. Invece, secondo quanto riferito al quotidiano New York Times da fonti del Pentagono e comandanti militari, migliaia di militari e mezzi aerei e navali statunitensi, dispiegati su oltre una dozzina di navi e in basi nella regione e negli Stati Uniti, sono pronti a riprendere operazioni militari su vasta scala contro l'Iran su ordine del presidente.

L'appello del senatore Sanders: "Tagliamo i finanziamenti" -

 Bernie Sanders ha chiesto ai Democratici che controlleranno entrambe le camere del prossimo Congresso di privare dei finanziamenti la guerra statunitense contro l'Iran. "Non fermiamo questa guerra soltanto approvando risoluzioni, ma tagliandone i finanziamenti: è così che si fa", ha dichiarato ieri il senatore all'emittente televisiva Cnn. Sanders ha definito il conflitto "illegale" e "incostituzionale", affermando che ha provocato la morte di 19 militari statunitensi e di migliaia di uomini, donne e bambini in Iran e nei Paesi vicini, oltre a costare centinaia di miliardi di dollari. Il senatore del Vermont, che al Senato aderisce al gruppo democratico pur essendo indipendente, ha scritto sui social che gli elettori statunitensi hanno inviato alle elezioni di metà mandato un "messaggio chiaro" a favore della fine della guerra.