A pranzo con l'amante nel giorno dei funerali, una festa di compleanno, una ricerca sulla presenza di una polizza vita. Sono alcuni dei comportamenti anomali sottolineati dai genitori di Jessica Dalla Chiara nei confronti di Nadir Rossi, il 35enne accusato di aver ucciso la moglie Jessica con un'iniezione letale di insulina e che da pochi giorni si trova in carcere a Verona per omicidio volontario pluriaggravato. E sarebbero proprio questi sospetti ad aver dato una spinta decisiva all'indagine che ha portato Rossi in carcere.
Il ruolo dell'amante e il programma mare -
Il rapporto fra Rossi e i genitori della moglie, come riportato dal Corriere del Veneto, sarebbe precipitato in fretta. Subito dopo la scomparsa di Jessica. Proprio il giorno del funerale, in particolare, la madre della defunta avrebbe notato i primi comportamenti sospetti da parte dell'uomo. Il 35enne sarebbe andato a pranzo con l’amante prima delle celebrazioni e poi l’avrebbe rivista a cena portando anche la figlia. "Festeggiano il funerale, si ubriacano e poi resta a casa dell’amante con la bimba", aveva riferito la madre di Jessica addolorata. La mattina seguente, invece, i due si sarebbero organizzati per fare una gita al mare.
Il compleanno e i fuochi d'artificio -
Quaranta giorni dopo la morte di Jessica, Rossi avrebbe organizzato una festa di compleanno per l'amante nell’abitazione che divideva con l'ex moglie a Bussolengo, in provincia di Verona. Una festa confusionaria, per cui sono dovuti intervenire i carabinieri, chiamati dai vicini perché c’era troppo rumore. "Rossi ha fatto i fuochi d’artificio e il giorno dopo ho scoperto che la mia nipotina ha dormito dai nonni paterni, mentre Rossi e l’amante nel letto in cui è morta Jessica", avrebbe detto la madre di Jessica, come si legge nella relazione della criminologa Roberta Bruzzone.
La polizza sulla vita e le discussioni che non si fermano -
Con il passare del tempo, la relazione fra Rossi e i genitori di Jessica sembra peggiorare ulteriormente. Di azioni sospette in azioni sospette. La madre della donna ha poi raccontato di aver avuto modo di accertare che il 35enne accusato dell'omicidio, a luglio 2024, era entrato nella sua abitazione e aveva disinstallato l’allarme. "Ho avuto paura per la mia incolumità. Ho saputo che si era informato se avessi una polizza sulla vita, tenendo conto che la nipotina ne è l’erede", aveva aggiunto.
Tra le anomalie segnalate dai genitori, infine, le discussioni economiche. "Lui ha richiesto subito i soldi dell’assicurazione sulla vita e ha venduto l’auto di Jessica, negando la possibilità di acquisto a mio nipote", spiegano ancora le consulenze. Per l’organizzazione del funerale amici e conoscenti avevano fatto delle donazioni e per l'occasione, la donna ha raccontato di essere stata definita "ladra e disonesta". Nel frattempo, Rossi resta in carcere: la gip Carola Musio ha, infatti, respinto la richiesta (avanzata dai legali dell'uomo) degli arresti domiciliari.