Proseguono le operazioni di ricerca e soccorso nel villaggio di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzia, dopo il raid aereo russo dello scorso 2 novembre. Al momento sono stati recuperati i corpi di 53 persone. Altre 50 risultano tutt'ora disperse. Il bilancio aggiornato è stato diffuso dalla portavoce della Direzione Generale del Servizio Statale di Emergenza dell'Ucraina nella regione di Zaporizhzhia, Yulia Barysheva, durante una conferenza stampa interministeriale, secondo quanto riportato da un corrispondente di Ukrinform.
Attaccato un impianto energetico a Kiev -
Le forze armate russe hanno colpito un impianto di accumulo di energia elettrica nella città di Bila Tserkva, nella regione di Kiev. Secondo Mosca il sito si occupava di rifornire strutture dell'industria militare ucraina. Il raid è stato annunciato dal ministero della Difesa russo che ha riferito di una serie di attacchi notturni condotti con droni contro infrastrutture energetiche e obiettivi logistici ucraini. "A seguito degli attacchi è stato colpito un impianto di accumulo di energia elettrica nella città di Bila Tserkva, nella regione di Kiev, che forniva elettricità alle strutture del complesso militare-industriale ucraino", ha dichiarato il ministero in un comunicato. Secondo la stessa fonte, nel corso della notte le forze russe hanno proseguito gli attacchi con droni contro infrastrutture energetiche ucraine e imbarcazioni utilizzate a sostegno delle Forze armate di Kiev.
Cremlino, europei incapaci di decidere chi può parlare con noi -
Gli europei "non riescono ancora a decidere chi possa parlare a loro nome" con la Russia. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov nel corso di un briefing con la stampa. "Stiamo assistendo a una prolungata indecisione e impreparazione", da parte loro ha aggiunto citato dalla Tass.