PRIMA DONNA ALLA DIREZIONE

Balenciaga: dopo Piccioli arriva Martine Rose, la stilista reggae

Le ragioni di un addio e il ritorno di una "outsider" della moda. Il cambio al timone della maison nelle parole del gruppo Kering: "Una visione coraggiosa"

© Instagram | La stilista Martine Rose

© Instagram| La stilista Martine Rose

Balenciaga cambia rotta e dopo l'addio a Pierpaolo Piccioli ha comunicato in tempi record il nome del suo nuovo direttore creativo. Direttrice, perché come previsto il timone della maison parigina del gruppo Kering passa ora, per la prima volta, a una donna: Martine Rose.  

Balenciaga nomina Martine Rose: chi è la nuova direttrice creativa -

 Da outsider a icona. L'estetica della stilista londinese, classe 1980, è profondamente legata alle sottoculture londinesi degli anni '80 e '90, come la musica reggae, il dancehall, l'hip-hop, il punk e la cultura rave, ereditate anche dal vissuto della sua famiglia – madre inglese e padre giamaicano – e della comunità di quartiere. Per lei si tratta di un ritorno: dal 2015 aveva lavorato infatti per tre anni in Balenciaga come consulente per la linea uomo, chiamata da Demna (oggi direttore creativo di Gucci). In precedenza, nel 2007, ha fondato a Londra il suo marchio omonimo, che porta il suo nome. "È un vero privilegio essere nominata direttrice creativa di Balenciaga, una maison dal patrimonio straordinario e dallo spirito creativo audace - ha dichiarato la stilista -. Prima di me, Balenciaga è stata plasmata da talenti creativi eccezionali. Sono determinata a onorare questa eredità e non vedo l'ora di scrivere il prossimo capitolo di questa storia ricca e meravigliosa". 

L'annuncio del gruppo Kering -

 "Kering e Balenciaga sono lieti di annunciare la nomina di Martine Rose a direttrice creativa della maison, segnando un nuovo capitolo nella sua evoluzione creativa - si legge nella nota del gruppo -. Basata a Parigi, Martine Rose assumerà il nuovo incarico a partire dal 16 novembre prossimo. Porta con sé una profonda comprensione dell'identità creativa della maison, unita alla propria visione unica della cultura contemporanea". Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, ha commentato: "Balenciaga è sempre stata una maison con una creatività radicale, capace di sfidare le convenzioni e ridefinire i confini della moda. Martine Rose incarna perfettamente questo spirito attraverso una visione nuova, coraggiosa e profondamente contemporanea. Il suo legame con le nuove generazioni e la sua naturale comprensione della cultura apportano una nuova dimensione alla maison. La sua nomina riflette la nostra ambizione di mantenere Balenciaga all'avanguardia dell'innovazione, della creatività e della cultura". Per Gianfranco Gianangeli, presidente e amministratore delegato di Balenciaga, "Martine Rose è un talento creativo straordinario, dotato di una visione audace e altamente distintiva. La sua capacità di sfidare le convenzioni, reinventare le silhouette e apportare una prospettiva inedita alla moda rispecchia profondamente lo spirito di innovazione che contraddistingue Balenciaga. Siamo lieti di accoglierla come direttrice creativa e attendiamo con entusiasmo l'inizio di questo nuovo ed entusiasmante capitolo per la maison". 

Le ragioni dietro l'addio di Balenciaga a Pierpaolo Piccioli -

 Martine Rose arriva dunque a raccogliere il testimone di Piccioli, che a Parigi ha vissuto tempi difficili: dopo l'addio a Valentino, lo stilista di Nettuno era approdato alla maison dopo Demna che aveva consolidato le vendite, soprattutto nello streetwear maschile. Diversa la visione di Piccioli, più ispirata allo sguardo del fondatore Cristóbal Balenciaga. Una scelta non premiata dai conti, che hanno portato a tensioni tra lo stilista e il management Kering. Fino alla rottura, segnata da un post su Instagram piuttosto duro di Pierpaolo Piccioli: "L'alta moda richiede tempo e attenzione; esige convinzione e coraggio". Ma anche: "Abbiamo creduto in un sogno. Era un sogno bellissimo, da condividere e in cui credere. (...) Alla fine, la nostra identità e i nostri valori sono le uniche cose che possediamo veramente. Rimanere fedeli a quell'identità e a quei valori è l'unico modo per affrontare con grazia ciò che ci aspetta. C'è una frase di Pasolini che porto sempre con me: 'Ti insegneranno a non brillare. E tu, invece, brilla'".