cronaca

Terrorismo islamico: armi nascoste

Sotterrate in Lombardia da egiziani

I terroristi della cellula islamica milanese avrebbero nascosto armi sotto terra nelle campagne lombarde. Il particolare emergerebbe da intercettazioni e riscontri investigativi nelle inchieste avviate a Milano contro il terrorismo internazionale di stampo islamico. I magistrati hanno saputo che il giorno dopo il primo blitz che portò in carcere diversi uomini tra egiziani e marocchini, qualcuno si sarebbe preoccupato di cambiare il nascondiglio alle armi.

Nel corso dell’interrogatorio, condotto per rogatoria dagli inquirenti lombardi nei confronti di Lazhar Ben Mohamed, un tunisino detenuto in Francia, i magistrati hanno chiesto all'indagato islamico se era a conoscenza di armi nascoste sotto terra. "Dall'indagine italiana –hanno domandato i magistrati milanesi- risulta che qualche giorno dopo l'arresto di Saber (Essid Sami Ben Khemais, capo di una presunta cellula terroristica di Milano arrestato nell'aprile del 2001, ndr), Farid Khaled, e Tarek Riad si è recato nella vicinanze di un casolare a Busto Arsizio, nel Varesotto, per spostare delle armi che erano nascoste sotto terra".

Ma Lazhar ha risposto di non saperne niente. Gli inquirenti milanesi: "Sa se Saber o qualcun'altro ha avuto dell'esplosivo a disposizione? Ha visto delle armi?". Ma "non ne so nulla", ha replicato ancora l'islamico detenuto in Francia.

"In diverse intercettazioni telefoniche –hanno chiesto ancora gli inquirenti milanesi- Saber ha parlato di esplosivi e prodotti chimici mortali. Sa se aveva conoscenze tecniche che gli permettevano di maneggiare queste sostanze?". E, ancora una volta, la risposta non fornisce elementi utili alle indagini: "So solo che è andato in Afghanistan un anno prima di me".