UN'USCITA ANNUNCIATA

Pierpaolo Piccioli via da Balenciaga: perché è un addio con amarezza

La nota della maison e le parole del designer, che ha postato sui social una sua riflessione e una citazione di Pasolini: "Abbiamo creduto in un sogno"

© IPA | Lo stilista Pierpaolo Piccioli

© IPA| Lo stilista Pierpaolo Piccioli

"E tu splendi, invece". Pierpaolo Piccioli non ha rilasciato note ufficiali ma ha affidato alle parole di Pier Paolo Pasolini la fine del suo rapporto con Balenciaga. È stata, infatti, la maison di Kering ad annunciare – a un mese dall'addio di Anthony Vaccarello a Saint Laurent, altro marchio del gruppo francese – la fine della collaborazione con lo stilista italiano, ex Valentino.  

Addio a Pierpaolo Piccioli: la nota di Balenciaga -

 "Pierpaolo è uno stilista eccezionale e un talento creativo per il quale nutriamo il massimo rispetto - osserva Luca de Meo, amministratore delegato di Kering -. La nostra ambizione è quella di far tesoro dello spirito d'avanguardia di Balenciaga, onorarne lo straordinario patrimonio e continuare a spingere i confini della creatività, consolidando ulteriormente la maison come una voce potente e rilevante". Il presidente e amministratore delegato di Balenciaga Gianfranco Gianangeli ha aggiunto: "Siamo profondamente grati a Pierpaolo per il suo contributo a Balenciaga. Grazie alla sua visione, ha riaffermato le origini couture della maison, apportando il suo approccio ponderato all'artigianato, alla costruzione e alla creatività. Vorrei ringraziarlo sinceramente per la sua dedizione, generosità e collaborazione". 

Chi sarà al timone di Balenciaga dopo Pierpaolo Piccioli? -

 Una notizia che era nell'aria. Dell'addio tra Pierpaolo Piccioli e Balenciaga – dopo solo 14 mesi dall'annuncio della sua nomina per sostituire Demna, passato alla direzione creativa di Gucci - se ne parla dalla fine dello scorso settembre. Kering annuncerà a breve il nome del sostituto, o della sostituta, dato che circola il nome dell'inglese Martine Rose.  

Le parole di Pierpaolo Piccioli e quelle di Pasolini -

 Lo stilista, con alle spalle un passato da Fendi e per oltre vent'anni alla guida della direzione creativa di Valentino - ha condiviso una sua riflessione dal suo account personale su Instagram: "La couture è un modo di pensare, una prospettiva da cui scegliere di guardare - scrive Piccioli -. È un territorio inesplorato, un ecosistema delicato in cui la cura e il legame umano sono tutto; un equilibrio mantenuto vivo da chi sceglie questo mestiere con consapevolezza. Nel corso degli anni, la mia passione per la couture ha definito chi sono, plasmando le mie scelte e i percorsi che ho intrapreso. 
Ho imparato osservando, facendo e ascoltando. La couture richiede tempo e attenzione; esige convinzione e coraggio. È dove ho sempre desiderato essere, è il luogo che ho scelto di abitare. È il mio modo di intendere questa professione: non solo un look, ma un gesto; non soltanto una silhouette, ma una mano sapiente, una prospettiva e un punto di vista da cui osservare paesaggi immaginati. È una terra senza mappe e senza compromessi, un luogo di possibilità, uno spazio capace di farsi veicolo di un’espressione potentissima. Abbiamo creduto in un sogno. Era un sogno bellissimo, da condividere e in cui credere; un paesaggio immaginato proprio da quella prospettiva. Eppure, la vita è un viaggio e ogni capitolo esiste per lasciare il posto a quello successivo. Nulla finisce mai davvero; tutto si evolve. In fondo, la nostra identità e i nostri valori sono le uniche cose che possediamo realmente. Restare fedeli a quell’identità e a quei valori è l’unico modo per affrontare ciò che ci attende con grazia. C’è una frase di Pasolini che porto sempre con me: «Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece». Grazie, dunque. Per il lavoro svolto, per le mani, per il coraggio, per la cura; grazie a tutti coloro che hanno condiviso questa prospettiva e hanno camminato al mio fianco lungo questo percorso. Senza mappe e senza compromessi. Voi sapete chi siete. E, nonostante tutto, continuate a splendere. Sempre. Con affetto, Pp".