La crisi per la clamorosa bancarotta del Ueno Bank in Paraguay è precipitata in meno di 48 ore portando il caos nel Paese e alle clamorose dimissioni del presidente Santiago Peña, rimasto completamente isolato e ormai a un passo dall'impeachment. Con circa tre milioni di correntisti infuriati e con i conti bloccati e una crisi che rischia tuttora di estendersi all'intero sistema finanziario, era diventata ormai insostenibile la permanenza del presidente legato a doppio filo all'istituzione accusata di aver sfumato risparmi e fondi pensionistici per centinaia di milioni dollari gettando nel panico la metà della popolazione. Nei guai anche aspirante Miss Universo, che ha lanciato una raccolta fondi online.
E' caos nel Paese -
Sui media locali tantissimi esprimono la loro angoscia, frustrazione e impotenza. Le manifestazioni di correntisti disperati proseguono da giorni anche di fronte alla residenza del presidente e della moderna sede di Ueno Bank, nel centro della capitale. "E' da giorni che ho i soldi bloccati e non posso comprare neanche da mangiare per la mia famiglia, sono tutti dei delinquenti", riferisce un giovane in preda alla furia. "Lo Stato deve garantire la restituzione di tutti i fondi", afferma una insegnante in pensione.
Le dimissioni del presidente -
Ma nelle ultime ore tutto il sistema finanziario è stato messo alla prova. Le file interminabili di fronte ai bancomat e gli accessi simultanei di migliaia di risparmiatori nelle home banking hanno messo in crisi diverse istituzioni che hanno dovuto bloccare le operazioni facendo temere una crisi sistemica, per il momento scongiurata.
Tanta tensione, comunque, che ha provocato anche l'addio del presidente: "Ho preso la decisione di dimettermi avendo a cuore la stabilità del nostro Paese, la pace sociale e la necessità di preservare le nostre istituzioni democratiche", ha dichiarato Peña in un breve video pubblicato sui social. Quindi ha sottolineato che la sua priorità "è la tranquillità del popolo paraguaiano" e "che venga garantita la restituzione dei fondi". La decisione di dimettersi tuttavia, se accettata dal Parlamento, potrebbe adesso garantirgli l'immunità parlamentare convertendolo automaticamente in senatore vitalizio. Un'eventualità respinta dall'opposizione e dai manifestanti in veglia di fronte al Parlamento. "Resteremo qui, non vogliamo solo che Peña se ne vada, vogliamo che paghi e restituisca tutto ciò che ha rubato", ha dichiarato all'emittente Abc una giovane correntista in lacrime.
L'aspirante Miss Universo chiede aiuto -
E c'è chi, per reagire alla mancanza improvvisa di fondi, ha persino lanciato online una richiesta di aiuto. E' il caso di Veronica Ocampos, che sarebbe dovuta partire per Tokyo per partecipare alla competizione di Miss Universo, ma con i soldi bloccati niente viaggio. Così sui social ha chiesto ai suoi followers di darle una mano a partire.
La bancarotta -
Il 47enne presidente figurava fin dall'inizio tra i soci fondatori di Ueno Bank, nel 2023. Una banca nata con un profilo nettamente orientato ai servizi online e che rapidamente iniziò a captare risparmi principalmente tra i lavoratori delle piattaforme digitali. E grazie a decisioni del governo vennero derivati successivamente alla nuova istituzione anche una quota ingente di fondi della Previdenza Sociale e del Tesoro nazionale. Sempre grazie a Peña, ad agosto del 2023, il presidente di Ueno Bank Carlos Carvallo lasciava l'incarico per assumere la guida della Banca Centrale (Bcp). Costretto a dimettersi mercoledì, sommerso dalle accuse sui mancati controlli sulle operazioni finanziarie che hanno portato alla bancarotta, il presidente della Bcp era l'ultimo fusibile rimasto prima di arrivare a Peña. Al momento del crack finanziario Ueno Bank amministrava i depositi di circa 3 milioni di paraguaiani (su un totale di sei) con un portafoglio complessivo di 2,836 miliardi di dollari. Tra questi anche 380 milioni di dollari dell'Istituto di Previdenza Sociale.