
Chi sono i "combattenti dello Stato Maschile" che hanno rivendicato gli allarmi bomba sugli aerei
Secondo gli esperti, sarebbero riconducibili a "Male Legion", gruppo misogino e omofobo bandito in Russia

"Noi, combattenti dello Stato Maschile, con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre". È con queste parole, contenute in una mail mandata ad alcune società collegate all'aeroporto di Fiumicino, che è stata annunciata la (falsa) presenza di una bomba sui voli in arrivo a Roma da Helsinki e Dublino. Ma chi sono questi "combattenti dello Stato Maschile"? E cosa rivendicano?
"Un movimento estremista russo, antifemminista e misogino" -
Secondo gli esperti, i "combattenti dello Stato Maschile" potrebbero essere riconducibili o ispirarsi al movimento noto come lo "Stato Maschile" (Male State, in russo Muzhskoye gosudarstvo, ribattezzato poi Male Legion), che fu in passato legato ad allarmi bomba poi rivelatisi falsi.
Si tratta di un movimento estremista russo di destra radicale, misogino, omofobo, antifemminista, fondato online nel 2016 da Vladislav Pozdnyakov, affiancato da due collaboratori. Pozdnyakov aveva stilato un manifesto in cui elencava tra i valori fondanti del gruppo il nazionalismo, il razzismo, il rifiuto del multiculturalismo e il suprematismo bianco. Male State pubblicava i propri contenuti su VKontakte, l'equivalente russo di Facebook, e su diversi canali Telegram.
Il movimento si fece notare per la prima volta quando iniziò a battersi contro l'introduzione in Russia di una legge sulla violenza domestica. Creò inoltre simboli ufficiali (un'aquila nera con le iniziali "MG") e sezioni regionali in tutto il Paese, dove le persone si incontravano di persona per socializzare e organizzare campagne pubbliche. VKontakte bloccò poi il canale del movimento per istigazione alla violenza.
Il bando in Russia -
Nell'ottobre 2021 un tribunale di Nizhny Novgorod, in Russia, dichiarò "Stato Maschile" un'organizzazione estremista e lo bandì dal territorio russo. Al momento della sentenza Pozdnyakov, su cui pendeva già una condanna a due anni per estremismo, era già fuggito all'estero. Le pagine social furono cancellate. Tuttavia, il bando non ha posto fine alle attività del gruppo, che ha continuato a esistere online con il nome di Male Legion, concentrando la propria comunicazione sul sostegno alla guerra in Ucraina attraverso contenuti violenti e utilizzando continui riferimenti nazisti.
"Contro il regime femminista" -
Nella mail di rivendicazione, i "combattenti" hanno scritto: "Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre". Come spiegato all'agenzia LaPresse da David Lazzari, psicologo e psicoterapeuta, si tratta di "un linguaggio che richiama una visione antagonistica dei rapporti tra uomini e donne, nella quale l'identità maschile viene rappresentata attraverso il dominio e la contrapposizione".
Come spiega Lazzari, "in alcune forme di radicalizzazione misogina" la "conquista di diritti e autonomia da parte delle donne viene vissuta non come un progresso collettivo, ma come una perdita di potere e una minaccia alla propria identità". E così, la frustrazione può "trasformarsi in risentimento, nella ricerca di un nemico e, nelle espressioni più estreme, nella giustificazione della violenza". Colpisce, sottolinea ancora lo psicologo, "la volontà dichiarata di lasciare un segno nella storia, quasi che l'azione intimidatoria potesse conferire importanza e riconoscimento a chi la compie".