Questione di principio, di onor proprio e di onor patrio. Nel menù dell'evento per il quale stava cucinando era specificato, ma il cuoco non ce l'ha fatta a mettere nemmeno una fetta di ananas sulla pizza al prosciutto. Secondo lui era "offensivo per la sua cultura". Un rifiuto costato allo chef Davide Tamburella il posto di lavoro in un ristorante di Brisbane, in Australia.
L'evento tanto atteso e il "gran rifiuto" -
Il ristorante presso cui Tamburella lavorava, "La Costa", si presentava come un angolo della Riviera italiana sulla Sunshine Coast australiana. Per rimanere fedele a quella ambizione e alla sua tradizione, Davide Tamburella ha deciso di disobbedire alle precise indicazioni del suo datore di lavoro. Lo si legge da una sentenza della Fair work commission, presso cui lo chef italiano aveva fatto ricorso sostenendo di essere stato licenziato illegittimamente.
Secondo quanto ricostruito, il fatidico giorno nel locale dove lavorava Tamburella era in programma un grande evento che era costato oltre 15mila dollari ai clienti. Tra le loro richieste esplicite, stando a quanto ha raccontato il proprietario del ristorante Elliot Ingram, c'era stata proprio quella di poter mangiare pizza con prosciutto e ananas. Due settimane dopo il "no" del cuoco, il capo lo aveva convocato per "discutere di alcune preoccupazioni relative alle sue prestazioni" e gli aveva chiesto conto del suo comportamento.
La spiegazione dello chef -
Al suo capo, così come alla Commissione lavoro australiana, Davide Tamburella aveva spiegato che preparare un alimento del genere sarebbe stato "un insulto alla sua cultura". Ha poi ricordato di aver dovuto rifiutare tale richiesta per tre volte nel corso dei suoi quattro anni al "La Costa", insistendo affinché il suo capo "verificasse quanto sia importante per gli italiani non mettere l'ananas sulla pizza". Ogni spiegazione è però stata futile e il suo contratto è stato stracciato. Anche perché, se per lui era una questione di cultura non mettere l'ananas, per i clienti del Queensland il frutto è parte integrante anzi centrale della loro cultura.
Le complicazioni del visto e il nuovo lavoro -
Il licenziamento complicava però non poco la situazione di Tamburella. L’italiano era infatti già da più di tre anni impegnato nell’iter per il visto 186, un percorso verso la residenza permanente sponsorizzato dal datore di lavoro. Ingram ha assicurato di aver aspettato il tempo massimo consentito dalla legge per comunicare alle autorità che non avrebbe più assunto Tamburella, nella speranza che la domanda venisse approvata prima che il ristoratore fosse legalmente obbligato a ritirare la sponsorizzazione del visto. Così non è stato. Anche per questo, il cuoco italiano ha provato a fare ricorso contro il licenziamento ritenuto illegittimo. Ricorso però respinto dalla Commissione lavoro perché presentato troppo tardi e perché non conforme "ai criteri relativi alle circostanze eccezionali". Ora, mentre il ristorante "La Costa" ha chiuso, lo chef Tamburello lavora in un altro locale di Brisbane. Qui, assicurano, l'ananas non compare nemmeno sul menù.