I giovani americani hanno alzato la voce. E lo hanno fatto nel modo migliore per farla sentire: alle urne, contribuendo allo tsunami che ha travolto i repubblicani, ma soprattutto Donald Trump. Circa sette elettori americani under 30 su dieci hanno votato per un candidato democratico nelle elezioni di metà mandato per la Camera dei rappresentanti. È uno dei dati più rilevanti emersi dal voto del 2026 e indica una crescente distanza tra i giovani e il Partito repubblicano.
I dati - Secondo un'analisi del Center for Information and Research on Civic Learning and Engagement (CIRCLE) della Tufts University, basata sui dati post-elettorali di The Voter Poll, circa il 70% degli elettori tra i 18 e i 29 anni ha scelto un candidato democratico nelle sfide per la Camera. Si tratta di una rilevazione effettuata sul voto espresso e non di intenzioni di voto raccolte prima delle urne. Il vantaggio democratico attraversa diverse categorie sociali e demografiche. Pur restando particolarmente forte tra le giovani donne e le minoranze, il sostegno al partito si è esteso anche ai giovani uomini, agli elettori bianchi e a quelli senza laurea, gruppi che nelle presidenziali del 2024 avevano mostrato una maggiore apertura verso Trump. Anche tra i latinos emerge un rafforzamento del voto democratico rispetto a due anni fa. Un segnale significativo per i repubblicani, che nel 2024 avevano registrato risultati migliori del previsto proprio tra gli elettori ispanici.
Un voto contro Trump - Dalle rilevazioni emerge inoltre che il giudizio sul presidente ha avuto un peso diretto nelle scelte degli under 30. Una quota consistente dei giovani elettori ha indicato l'opposizione a Trump tra le ragioni principali del proprio voto, mentre circa la metà si dichiara insoddisfatta o arrabbiata per la direzione presa dagli Stati Uniti. Pur non essendo candidato, Trump è stato quindi uno dei protagonisti indiretti della consultazione.
La distanza con il 2024 - Il confronto con le precedenti elezioni congressuali mostra l’ampiezza del divario. Nel 2024 il vantaggio democratico tra i giovani era di 14 punti, mentre nel 2018 aveva raggiunto i 35. Il risultato del 2026 rappresenta quindi un rafforzamento particolarmente marcato del consenso dem in questa fascia d’età. E anche se il successo tra gli under 30 va rapportato alla loro presenza alle urne (i giovani costituiscono circa un decimo dell’elettorato complessivo), il voto giovanile indica chiaramente una disaffezione dai repubblicani e guarda con maggiore favore ai democratici.