Il desiderio di informare

Taylor Mega mostra le iniezioni per congelare gli ovuli: "È un percorso difficile"

Ben consapevole di quanto sia poco comune un percorso come il suo, l'influencer ha deciso di essere il più trasparente possibile per aiutare le altre donne

© Instagram

© Instagram

A 33 anni, Taylor Mega ha deciso di raccontare pubblicamente una parte delicata del proprio percorso personale, mostrando sui social le iniezioni a cui si sta sottoponendo per conservare i suoi ovociti. Una scelta legata a una diagnosi ricevuta quando aveva 29 anni, che l'ha spinta a ricorrere alla crioconservazione per preservare, per quanto possibile, la possibilità di diventare madre in futuro. "Voglio mostrare alle mie donne come funziona la crioconservazione. Se avete domande io ci sono", ha scritto in una storia su Instagram.

La diagnosi a 29 anni -

 La scoperta risale a circa due anni fa. Taylor Mega aveva deciso di sottoporsi a una visita ginecologica dopo aver notato un sanguinamento, ma durante gli accertamenti era emersa una situazione che non si aspettava: l'endometrio era troppo sottile per consentire una gravidanza. A questo si aggiungevano una riserva ovarica molto bassa e il rischio di andare incontro a una menopausa precoce. "Ho scoperto di non poter avere figli in maniera naturale", aveva raccontato l'influencer, spiegando quanto fosse stato difficile ricevere quella notizia: "È stato un colpo, un brutto colpo".

In quell'occasione Taylor aveva scelto di parlare apertamente della propria condizione perché aveva deciso di intraprendere un percorso per conservare gli ovociti e voleva offrire un sostegno anche ad altre donne nella stessa situazione. Dopo il primo prelievo, aveva condiviso un ulteriore aggiornamento dal letto d'ospedale: il risultato era stato di un solo ovocita giudicato buono, meno di quanto sperasse dopo le iniezioni ormonali e l'attesa. "Probabilmente dovrò ricominciare tutto da capo", aveva spiegato, senza nascondere la delusione ma cercando di mantenere la speranza. Aveva anche ringraziato le persone che le erano rimaste accanto e le follower che le avevano inviato messaggi di incoraggiamento.

Perché Taylor Mega ha deciso di raccontare il trattamento sui social -

 La scelta di condividere immagini e dettagli di una procedura tanto privata non è casuale. Taylor ha spiegato di voler mostrare anche ciò che spesso resta fuori dai racconti sulla fertilità, rispondendo direttamente a chi le ha domandato perché abbia deciso di esporsi in questo modo. "Perché prima di tutto voglio far vedere cosa deve fare, a cosa deve sottoporsi una donna che non può avere figli naturalmente e che non ha altro modo per assicurarsi, insomma, in futuro di avere figli", ha raccontato ai follower.

L'influencer ha poi affrontato anche le critiche di chi la considera una persona superficiale. Attraverso la testimonianza del trattamento, ha voluto mettere in evidenza un lato diverso della propria quotidianità: "Voglio dimostrare che no. Come vedete, questo per esempio non è superficialità, anzi. È sottoporsi comunque a un processo difficile guardando al futuro".

Le punture quotidiane e i costi del percorso di crioconservazione -

 La procedura richiede una fase di stimolazione ovarica attraverso iniezioni ormonali quotidiane, necessarie a favorire la maturazione degli ovociti. Per Taylor, questa volta il trattamento si sta rivelando più lungo rispetto alla precedente esperienza. "Stavolta ho cominciato con le punture 15 giorni prima rispetto al ciclo, quindi alla fine saranno più o meno 25 giorni di punture", ha spiegato.

Non si tratta soltanto di affrontare le somministrazioni quotidiane. La crioconservazione comporta infatti un impegno che coinvolge diversi aspetti della vita, come ha sottolineato la stessa influencer: "Comporta dei sacrifici fisici e psicologici, e anche economici. Ve lo posso assicurare, perché stavolta questa costa pure più dell'altra volta". Taylor ha inoltre evidenziato l'importanza di affrontare il trattamento con responsabilità, spiegando di voler condividere anche questa parte della propria esperienza.

Terminata la stimolazione, gli ovociti vengono prelevati e sottoposti a un processo di congelamento rapido, che consente di conservarli a temperature intorno ai -196 gradi. In un secondo momento potranno essere scongelati e fecondati in laboratorio, nell'ambito di un eventuale percorso di procreazione medicalmente assistita. La procedura, tuttavia, non assicura che si arrivi a una gravidanza.

Che cos'è la crioconservazione degli ovociti e quali possibilità offre -

 La crioconservazione consiste nel prelevare gli ovociti e conservarli a temperature estremamente basse, così da poterli utilizzare eventualmente in futuro attraverso le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Alcune donne scelgono di ricorrervi proprio perché non desiderano o non possono affrontare una gravidanza nel presente, ma vogliono preservare una possibilità riproduttiva. È però importante ricordare che congelare gli ovuli non equivale a garantirsi una futura gravidanza. Le probabilità di successo dipendono da diversi elementi, tra cui l'età della donna al momento del prelievo, la qualità degli ovociti conservati e le condizioni individuali. Si tratta dunque di uno strumento che può ampliare le possibilità a disposizione, ma che non elimina le incertezze legate alla fertilità.

Ti potrebbe interessare