Le elezioni di midterm consegnano ai democratici il controllo di Camera e Senato, con pochi seggi ancora da assegnare alla Camera. Vontobel, Allianz Global Investors (AllianzGI), Edmond de Rothschild AM, Aberdeen Investments, Wellington Management e T. Rowe Price hanno diffuso le prime analisi sulle conseguenze per i mercati. Al centro ci sono il deficit, i settori favoriti in Borsa e le nuove regole sui data center, insieme alla spesa pubblica e ai temi d’investimento destinati a durare oltre il voto.
VONTOBEL, IL DEFICIT PESA SUI TREASURY
Per Andrew Jackson, Head of Investments di Vontobel, il risultato limita l’agenda dell’amministrazione e rende meno probabile un’ulteriore espansione fiscale. Bloccare nuova spesa, però, non riduce il deficit esistente. Le forti emissioni necessarie a finanziarlo potrebbero frenare il calo dei rendimenti dei Treasury, i titoli di Stato USA, mentre inflazione e Federal Reserve conteranno più del voto. Storicamente Wall Street ha fatto bene dopo il voto di midterm, ma valutazioni elevate e rendimenti alti potrebbero limitare il rialzo e rendere decisiva la crescita degli utili. Sul dollaro, la prima reazione riflette soprattutto sollievo e posizionamento degli investitori. Tra i rischi, Vontobel indica un maggiore ricorso ai poteri esecutivi su dazi e sanzioni e una linea più dura verso l’Iran, con possibili effetti su petrolio e inflazione. “Le elezioni offrono una mappa più chiara di Washington. Da sole, però, non definiscono le prospettive per i mercati”, spiega Jackson.
ALLIANZGI, IN BORSA SANITÀ E CONSUMI DI BASE
“A nostro avviso, il risultato indica più attrito politico che una trasformazione delle politiche”, scrivono Michael Krautzberger, CIO Public Markets, e Liam Wash, Senior US Economist di Allianz Global Investors (AllianzGI). Un’agenda democratica moderata, che limiti i tagli a sanità e assistenza alimentare, potrebbe sostenere i titoli dell’healthcare e dei beni di consumo di base. Difesa e finanziari potrebbero invece sottoperformare, mentre nuove regole sull’intelligenza artificiale potrebbero mettere in discussione le valutazioni aggressive di alcuni titoli. AllianzGI vede anche una possibile rotazione degli investimenti verso Europa e parte dell’Asia. Per i Treasury il contesto diventa più favorevole, perché si riduce il rischio di uno scontro sul tetto del debito, il limite all’indebitamento federale. Il dollaro potrebbe indebolirsi nel breve, ma trarre sostegno nel lungo periodo da maggiori controlli sull’esecutivo. Resta elevato il rischio di shutdown, la chiusura parziale delle attività federali, in vista della scadenza dei finanziamenti dell’11 dicembre.
EDMOND DE ROTHSCHILD AM, IL NODO DEI DATA CENTER IN TEXAS
Secondo Nabil Milali, Portfolio Manager Multi-Asset & Overlay di Edmond de Rothschild AM, per i mercati la sfida decisiva del midterm era quella per il governatore del Texas. Il repubblicano Abbott, sostenitore dei data center, ha perso contro la democratica Hinojosa, che ha puntato sulla regolamentazione dei big tech. Il Texas vale quasi un terzo della capacità di data center disponibile o in costruzione negli Stati Uniti, e nei referendum locali sono passate una ventina di misure restrittive. La prima reazione ha visto il Nasdaq perdere il 2% e il Kospi, l’indice della Borsa di Seul, il 4%, prima di un recupero fino alla parità. Il programma del nuovo governatore non prevede un divieto, ma regole per tutelare le famiglie dai costi aggiuntivi. Edmond de Rothschild AM resta positiva sull’azionario, grazie a utili solidi e valutazioni tornate attraenti. “L’anno successivo alle elezioni di medio termine, in cui il potere è condiviso tra i due partiti, è stato storicamente uno dei periodi migliori per i mercati azionari”, ricorda Milali.
ABERDEEN INVESTMENTS, VERSO PIÙ SPESA PUBBLICA
Lizzy Galbraith, Political Economist di Aberdeen Investments, prevede che i democratici puntino a ripristinare i fondi per la sanità tagliati lo scorso anno con il One Big Beautiful Bill Act, il pacchetto fiscale dell’amministrazione Trump. Questa sarà probabilmente la condizione per approvare nuovi stanziamenti per la difesa. “Di conseguenza, riteniamo probabile un moderato allentamento della politica fiscale”, spiega Galbraith .Sull’intelligenza artificiale Aberdeen si aspetta proposte per una maggiore supervisione federale dei data center e incentivi alle energie pulite, con possibilità di approvazione però limitate dal veto presidenziale. Il cambiamento più concreto potrebbe arrivare dagli Stati, con crediti d’imposta rivisti e norme urbanistiche più severe dopo le vittorie democratiche in Texas e Ohio. Su commercio e dazi, invece, non sono previste svolte significative.
WELLINGTON MANAGEMENT, CONTA CIÒ CHE NON CAMBIA
Per Thomas Mucha, Geopolitical Strategist di Wellington Management, il midterm renderà la politica più volatile e il negoziato sul bilancio più difficile, con molto rumore per i mercati. Per gli investitori, però, conta di più ciò che non cambia. I due partiti condividono la priorità data a difesa, semiconduttori, materie prime critiche, infrastrutture per l’IA, sicurezza energetica, cybersicurezza e catene di approvvigionamento. È la tesi che Wellington chiama “Age of Resilience”, l’era della resilienza, che secondo Mucha esce rafforzata dal voto. “I mercati tendono a sopravvalutare gli eventi politici di breve periodo e a sottovalutare i sistemi strutturali che stanno sotto”, osserva.
T. ROWE PRICE, DOPO IL MIDTERM CONTANO ENERGIA, FED E IA
Per Blerina Uruçi, Chief U.S. Economist di T. Rowe Price, nel 2027 la crescita dipenderà soprattutto da shock energetico, Fed e investimenti nell’intelligenza artificiale, fattori su cui il Congresso ha poco controllo. La casa prevede un deficit intorno al 5,7% del Pil e nuovi rialzi dei tassi nel 2027. Con un governo diviso aumenta anche il rischio di bracci di ferro su finanziamenti e tetto del debito. Per Tim Murray, Capital Markets Strategist, deficit persistenti ed emissioni continue potrebbero mantenere pressioni al rialzo sui rendimenti dei Treasury. Il dollaro potrebbe trarre sostegno dalla minore incertezza, anche se molto sarebbe già nei prezzi. In Borsa il rialzo che di solito segue il voto di metà mandato potrebbe essere meno marcato, con IA e data center sotto una lente più severa e meno spinta dalla deregolamentazione per i finanziari. “Le elezioni di metà mandato potrebbero incidere poco sulle forze che stanno già plasmando i mercati”, conclude Murray.