Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate

4 novembre, l'appello dei bersaglieri: "Torni a essere festività"

L'associazione nazionale in vista del raduno ribadisce l'importanza del riconoscimento: "Ricorrenza prioritaria perché non divisiva"

© Ansa

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Il 4 novembre, Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, torni a essere festività non lavorativa. È la richiesta della Associazione nazionale bersaglieri (Anb), che si prepara a celebrare in tutta Italia la ricorrenza con oltre settanta fanfare di bersagli in congedo, oltre a quelle militari dei vari reggimenti. L'appello arriva anche in vista del 74esimo raduno nazionale, in programma a Vigevano (Pavia) dal 20 al 23 maggio 2027.

L'appello dei bersaglieri -

 "La ricorrenza del 4 novembre è la festa nazionale che noi bersaglieri riteniamo prioritaria rispetto alle altre ricorrenze, in quanto non divisiva proprio perché fu quella data a vedere l'Italia finalmente e definitivamente unita per essere nazione e popolo, dopo gli immani sacrifici di quattro guerre per l'Indipendenza - sostiene il presidente nazionale dell'Associazione bersaglieri, Giuseppenicola Tota - Riteniamo altresì, e ci appelliamo al Parlamento, che la data del 4 novembre debba tornare a essere festività non lavorativa. Un giorno di fratellanza e di solidarietà fra tutti gli italiani nel quale essi riconoscano i valori e l'importanza della loro storia e della loro identità nazionale".

La ricorrenza -

 La Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate fu istituita per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale contro l'impero austro-ungarico, sancita dall'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti (firmato il 3 novembre 1918 e reso effettivo il giorno dopo), evento che permise all'Italia l'annessione delle terre irredente di Trento e Trieste. In occasione delle celebrazioni il presidente della Repubblica rende omaggio al Milite Ignoto con la deposizione di una corona di alloro all'Altare della Patria al Vittoriano. Istituita nel 1919, la celebrazione del 4 novembre è l'unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall'età liberale, al Fascismo, all'Italia repubblicana.

Festa, anzi no -

 Il 4 novembre 1919 fu dichiarato festivo come primo anniversario della fine della guerra. L'anno successivo il 4 novembre non fu dichiarato festivo, cosa che avvenne nel 1921, in occasione dell'inumazione del Milite Ignoto. A ottobre del 1922 la giornata venne stabilmente inserita tra le festività come Anniversario della Vittoria. Tra gli anni Sessanta e Settanta le celebrazioni vennero contestate e nel 1977 smise di essere giorno festivo. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta la sua importanza nel novero delle feste nazionali è andata poi declinando. Negli anni Duemila, grazie all'impulso dato dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la festa è tornata a celebrazioni più ampie e diffuse. Nel 2022 il presidente Sergio Mattarella indicò la necessità di formalizzare la denominazione completa, effettivamente modificata in Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, ma senza ripristinarla come festività nazionale. 

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