sconfitto il repubblicano in carica Greg Abbott

Texas, a sorpresa la dem Gina Hinojosa è la prima governatrice latina: ecco chi è

La deputata originaria di Austin pone fine al lungo regno di Greg Abbott: anche questo è un primato per i democratici che non vincevano nello Stato dal 1990

© Afp

© Afp

Il Texas si tinge di blu. La democratica Gina Hinojosa (vero nome Regina Inez Hinojosa) ha vinto le elezioni a governatore dello Stato, sconfiggendo il repubblicano in carica Greg Abbott, che puntava a un quarto mandato – un traguardo senza precedenti – dopo essere stato eletto per la prima volta nel 2014. La sua vittoria rappresenta un successo a sorpresa per i Democratici e la fa entrare nella storia come prima donna ispanica a espugnare il bastione repubblicano. Tutti i primati conquistati in queste elezioni in un suo ritratto.

Chi è Gina Hinojosa -

 La deputata statale, originaria di Austin, sarà dunque la prima donna di origine latinoamericana a guidare il Texas. È inoltre la prima esponente del Partito Democratico a vincere una corsa a governatore nello Stato dal 1990. Si tratta, inoltre, del secondo clamoroso ribaltone della serata nel "Lone Star State", dopo che James Talarico ha fatto la storia diventando il primo democratico a conquistare un seggio al Senato in quasi 40 anni.

Hinojosa, avvocata di 52 anni specializzata in diritti civili e del lavoro, due figli, è la prima democratica eletta alla guida dello Stato dal 1990, quando vinse Ann Richards (che guidò il Texas dal 1991 al 1995, quando fu poi sconfitta da George W. Bush), ed è la terza donna a ricoprire l'incarico. Una vittoria democratica in Texas, la sua, che era stata a lungo considerata improbabile: Abbott governava dal 2015, disponeva di ingenti risorse finanziarie (aveva parlato di un tesoretto elettorale di oltre 100 milioni di dollari) e di una solida rete politica in uno Stato conquistato da Trump con un ampio margine nel 2024.

Il "segreto" della vittoria -

 L'ultimo sondaggio vedeva Hinojosa avanti di un solo punto. Un margine ancora compreso nella soglia di errore statistico, ma già ben lontano dalle aspettative che Abbott poteva avere appena un anno fa. 

Sull'onda di una massiccia ondata di proteste a livello nazionale contro il presidente Donald Trump, Hinojosa ha fatto leva sul malcontento degli elettori per la situazione economica e la diffusione dei centri di elaborazione dati, ponendo inoltre il miglioramento delle scuole pubbliche tra i punti centrali del programma.

La campagna elettorale -

 Durante tutta la campagna elettorale, Hinojosa ha cercato di associare Abbott a Trump, il cui indice di gradimento è al minimo storico. Ha preso di mira in particolare l'inflazione persistentemente elevata, causata dai dazi e dalla guerra contro l'Iran, non dimenticando la brutalità delle deportazioni di massa effettuate dall'Immigration and Customs Enforcement (ICE). E, come detto, nelle questioni nazionali, ha sfruttato le preoccupazioni bipartisan dei texani riguardo ai data center, ai buoni scuola e all'intervento statale nei distretti scolastici pubblici, tutte tematiche sostenute da Abbott, paladino della cultura MAGA.

Ex presidente di un consiglio scolastico, la dem rappresenta un collegio di Austin, ma è nata l'8 dicembre 1973 a Brownsville, nella valle del Rio Grande, dove i Democratici puntavano a recuperare consensi tra i latinoamericani (che rappresentano oltre il 40% della popolazione del Texas) dopo lo spostamento di una parte di questo elettorato verso il presidente Donald Trump nelle ultime presidenziali del 2024.

La corsa di Gina -

 Poco più di un anno fa, Gina Hinojosa si presentò davanti a una platea di oltre cento sostenitori nella sua città natale di Brownsville e annunciò la sua candidatura a governatrice del Texas: la sua campagna sembrava un'impresa quasi impossibile. Soprattutto perché la deputata statale, al suo quinto mandato, disponeva di pochi fondi ed era praticamente sconosciuta al di fuori del suo distretto di Austin. Ora, Hinojosa ha realizzato una delle più grandi imprese a sorpresa nella storia politica del Texas.

Nel suo primo giorno di mandato Hinojosa ha promesso di licenziare Mike Morath, commissario della Texas Education Agency e figura chiave dell'attuale ondata di commissariamenti dei distretti scolastici e di sostituirlo con un educatore. Si è inoltre impegnata a imporre una moratoria immediata sulla costruzione di nuovi data center fino a quando la Legislatura non si riunirà per "mettere in atto delle vere misure di protezione" e a ordinare alla Commissione per i Servizi Pubblici, i cui membri sono nominati dal governatore e confermati dal Senato statale, di congelare le tariffe elettriche residenziali.

La festa in famiglia -

 L'elezione di Hinojosa, come riportano i media locale, è stata in primis gratificante per suo padre Gilberto, che ha guidato il Partito Democratico del Texas dal 2012 fino al suo ritiro nel 2025, un periodo durante il quale i Democratici avevano ottenuto alcuni successi ma erano rimasti esclusi dal potere statale. Ma per anni lui stesso in prima persona tentò di far diventare il Texas uno stato a maggioranza democratica. "È così difficile", disse deponendo le armi. Nel 2026 sarebbe toccato alla figlia di entrare nella storia.

In uno Stato, infatti, in cui il Partito Repubblicano controlla tutti e tre i rami del governo dal 2003, il significato politico delle vittorie di Hinojosa è innegabile. Per decenni i dem si sono aggrappati alla convinzione che la trasformazione demografica del Texas li avrebbe riportati al potere. Ma i Repubblicani del Texas hanno a lungo goduto di un notevole sostegno da parte degli elettori ispanici, ma l'esodo degli ispanici dal Partito Repubblicano in questo ciclo elettorale è spiegato con l'aumento dei prezzi e la campagna di deportazioni di massa.

Ti potrebbe interessare