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Il voto spartiacque per il Trump bis

Elezioni Midterm, i primi risultati: un senatore ai dem in Virgina | Alla Camera finora Democratici in vantaggio 4-2

In palio tutti i 435 seggi della Camera e 35 seggi al Senato. Oltre 59 milioni gli americani che hanno già espresso il voto per posta o in anticipo

© Afp

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Sono le ore della verità per le elezioni di midterm 2026: in gioco ci sono tutti i 435 seggi della Camera e un terzo (35 su 100) di quelli del Senato. In diversi Stati agli elettori è stata fornita anche una terza scheda, per l’elezione del governatore. Il sentore, fino a poche ore prima dell’apertura delle urne, è quello di una imminente “onda blu” democratica che potrebbe sottrarre a Trump entrambi i rami del Congresso, azzoppando non di poco il suo potere presidenziale. 

Mentre la Camera passerà quasi sicuramente di mano dai Repubblicani ai Democratici, sarà al Senato la battaglia più serrata. A mezzanotte la chiusura dei primi seggi. Poi, a cascata, dalla East alla West Coast si chiudono le porte delle urne e si iniziano a contare i voti. Prima quelli espressi proprio il 3 novembre o nei giorni prima in presenza. Ore dopo, spesso anche giorni più tardi, si passa allo spoglio delle schede espresse per posta. Un metodo di voto alternativo da anni criticati da Donald Trump, in quanto presunto catalizzatore di frodi elettorali. Ma che quest’anno è stato preferito - insieme al voto anticipato - da oltre 59 milioni di persone.

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  • all’1.30 in Ohio
  • alle 2.00 in Maine
  • tra le 2.00 e le 3.00 in Michigan, Texas e Kansas
  • alle 3.00 in Iowa
  • tra le 6.00 e le 7.00 in Alaska

Ai Democratici - che partono in svantaggio 47 a 53 - basta ribaltare quattro seggi al Senato mantenendo il controllo di tutti i propri per mettere le mani sulla camera alta del Campidoglio. 

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Voter poll di Cnn: per il 61% dei votanti Trump ha agito per il suo interesse personale

Secondo i primi "voter polls" raccolti da Cnn, solo il 38% delle persone che hanno votato alle midterm approva il lavoro del presidente Donald Trump (per termine di paragone: Bush nel 2006 era al 43%, Obama nel 2010 al 44%, lo stesso Trump nel 2018 al 45% e Biden nel 2022 al 44%). A livello finanziario, solo 2 persone su 10 definiscono la loro situazione "migliore di due anni fa". Addirittura il 44% definisce la situazione "peggiore". In merito alla situazione generale negli Stati Uniti, solo il 25% dei votanti si è detto "entusiasta" o "soddisfatto", mentre il 75% si è definito "insoddisfatto" o "arrabbiato". Il 61% si è detto sicuro che Trump, durante la sua presidenza, ha messo i suoi interessi personali sopra quelli della nazione. 

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