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"Uccideremo Trump": cartellone gigante esposto a Teheran alla vigilia del voto Usa

"Quando importiamo petrolio e gas, rischiamo di importare anche gli shock e le crisi che li accompagnano", ha osservato von der Leyen

"Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, le importazioni di combustibili fossili sono costate all'Europa 127 miliardi di euro in più, senza un solo quantitativo aggiuntivo di energia. Centoventisette miliardi soltanto a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz". È quanto ha evidenziato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al WinWin Brussels Summit dedicato alle startup. "Quando importiamo petrolio e gas, rischiamo di importare anche gli shock e le crisi che li accompagnano", ha osservato von der Leyen.

"Uccideremo Trump", svelato a Teheran un enorme cartellone -

 Teheran ha svelato un enorme cartellone pubblicitario che minaccia il presidente americano, Donald Trump, di morte. Il gesto ha portato la retorica iraniana anti-americana a un nuovo livello. "Uccideremo Trump", proclama il cartellone, che domina la trafficata piazza Enghelab (Rivoluzione): mostra il presidente Usa, alle prese martedì con le midterm più difficili del suo mandato, dietro le sbarre, a capo chino. Un altro cartellone nelle vicinanze lo ritrae insieme al vicepresidente a stelle e strisce, JD Vance, all'inviato speciale, Steve Witkoff, e al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, con i volti insanguinati e gli abiti strappati, davanti a bandiere israeliane e americane lacere. Decine di persone si sono radunate nella piazza sventolando bandiere rosse e portando striscioni con la scritta: "Ci sarà sangue". Hanno quindi invocato vendetta per la Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso dai raid aerei Usa-israeliani su Teheran il 28 febbraio, evento che ha dato inizio alla guerra in Medio Oriente. Dall'inizio del conflitto, manifesti e cartelloni pubblicitari che deridono Trump e giurano vendetta sono apparsi frequentemente in tutta Teheran. Nella vivace piazza Tajrish, a nord della capitale, una mostra a cielo aperto esponeva dipinti di questo tipo, tra cui uno che lo raffigurava disteso a terra, con il volto insanguinato schiacciato da un piede. Un altro mostrava una bomba che gli oscurava il volto, un evidente riferimento al dipinto del 1964 Il figlio dell'uomo del surrealista belga René Magritte.

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