Il giallo del trentenne svedese che viveva all'aeroporto di Napoli dicendo di non ricordare più nulla del suo passato in queste ore sembra essersi sgonfiato. Eppure, la sua storia, così come altre che si sono verificate in passato, ha riacceso l'interesse su una paura universale: la perdita di memoria. Ma è davvero possibile dimenticare all'improvviso il proprio passato, in tutto o in parte? Può capitare a chiunque, e perché? Ne abbiamo parlato con il dottor Giordano Cecchetti, Neurologo dell’Unità Operativa di Neurologia dell'IRCCS Ospedale San Raffaele diretta dal professor Massimo Filippi.
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In medicina parliamo di amnesia (ovvero la perdita parziale o totale della memoria) distinguiamo tra due tipologie: l'amnesia retrograda, che si verifica quando una persona dimentica in modo totale o selettivo alcuni aspetti del proprio passato e l'amnesia anterograda, che consiste invece nell'incapacità di fissare nuovi ricordi ed è il tipico disturbo che compare con la malattia di Alzheimer o con patologie che colpiscono gli ippocampi, le strutture cerebrali deputate a questa funzione.
Una perdita improvvisa di memoria può capitare a chiunque?
Parlando di patologie neurologiche organiche, esiste la cosiddetta amnesia globale transitoria, in cui la persona non riesce più a fissare i ricordi. È un disturbo a comparsa improvvisa ma con caratteristiche specifiche. In primis il tempo: questo tipo di amnesia dura meno di 24 ore, poi si risolve spontaneamente. Inoltre, le persone colpite da amnesia globale transitoria non dimenticano chi sono o qual è il loro contesto familiare, bensì non riescono a memorizzare nulla di quanto accade intorno a loro. Il risultato è uno stato di confusione che genera paura, spaesamento e continue richieste di conferma. In alcuni pazienti, nei giorni successivi all'amnesia, si possono trovare delle micro-ischemie a livello degli ippocampi, ma non è un fattore di rischio per altre patologie e potrebbe essere semplicemente un campanello d'allarme dell'encefalo dovuto a uno stress eccessivo.
Quali possono essere alcune delle cause che possono provocare amnesie prolungate?
Quando ci troviamo di fronte a situazioni di amnesia durature senza la presenza di altri sintomi associati, è molto difficile ipotizzare alla base una causa neurologica organica o un danno a una struttura specifica del cervello. Una possibile interpretazione in questi casi è l'amnesia dissociativa (un disturbo della memoria caratterizzato dall'incapacità di rievocare importanti informazioni autobiografiche, solitamente legate a un evento traumatico, stressante o emotivamente insostenibile ndr), le cui cause sono spesso da ricercare nella sfera psichiatrica del paziente, piuttosto che sul piano neurologico. L'amnesia in questo senso può essere una risposta della psiche che, dissociandosi da sé stessa, si difende da un trauma o da un qualsiasi evento vissuto dall'io come una minaccia.
Chi si trova in uno stato di amnesia si rende conto di quello che gli sta succedendo?
Prendendo come esempio l'amnesia globale transitoria, posso dire che i pazienti sono in genere molto preoccupati proprio perché non capiscono che cosa stia succedendo. Arrivano in pronto soccorso in uno stato confusionale e continuano a fare le stesse domande proprio perché l'informazione ricevuta come risposta viene immediatamente persa. C'è da aggiungere che la durata inferiore alle ventiquattro ore è un requisito necessario per la diagnosi di amnesia globale transitoria, e se il disturbo supera questa tempistica bisogna sospettare un'altra causa.
L'amnesia globale transitoria può colpire anche in giovane età?
L'età avanzata è sicuramente uno dei fattori di rischio principali, tuttavia abbiamo avuto in cura anche pazienti quarantenni e teoricamente si tratta di un fenomeno che può accadere anche prima.