Altro che "smemorato". Dietro il caso del 30enne svedese che da qualche settimana vive all'interno dell'aeroporto di Napoli ci sarebbe qualcosa di più. Già, perché stando a quanto appreso nelle ultime ore, il ragazzo saprebbe benissimo chi è, qual è il suo nome e da dove viene. Solo che lui, in Svezia, non ci vorrebbe proprio tornare.
Problemi alle spalle -
Tra le pieghe della sua storia, sicuramente curiosa ma solo all'apparenza inspiegabile, emergerebbe infatti un passato turbolento, con qualche problema di stupefacenti e, forse, qualche conto non regolato alle spalle. Non è chiaro se ad attenderlo a casa ci siano dei rivali, il boss di qualche banda locale o le forze dell'ordine, ma fatto sta che di tornare nel suo Paese il 30enne svedese per ora non avrebbe nessuna intenzione. Così, per evitare guai, si sarebbe inventato la storia dello smemorato intrappolato nel terminal dell'aeroporto, dove in realtà avrebbe trovato rifugio in attesa che le acque in patria si calmino.
Quella strana richiesta -
Stando ad alcune testimonianze, comunque, il ragazzo si presenta ogni giorno, dalle 3.30 alle 22.30, con aspetto curato e modi gentili, non darebbe fastidio a nessuno e si comporterebbe con molta tranquillità. Da chi gli si avvicina per offrire aiuto accetta volentieri vestiti e cibo, ma allo stesso tempo, a tutti, chiederebbe anche 500 euro. Una bella sommetta, che probabilmente gli permetterebbe di sistemare i propri guai.
Diplomazia al lavoro -
Guai che adesso dovrà affrontare anche in Italia. Da domenica 1 novembre, infatti, lo scalo di Capodichino ha chiuso i battenti per alcuni lavori alla pista. Motivo per cui, ora, dovrà cercarsi un'altra sistemazione. Del caso se ne stanno occupando le autorità internazionali: non solo il consolato svedese a Napoli, ma anche l'ambasciata di Roma, che dalle prime segnalazioni stanno lavorando a una soluzione.