La Federal Reserve statunitense ha lasciato invariati i tassi, mantenendo il range del target dei Fed Funds al 3,75-4%. Una decisione ampiamente prevista dagli operatori di mercato che hanno concentrato l’attenzione sulle dichiarazioni del Comitato (FOMC). “Ci aspettiamo altri due rialzi dei tassi, uno a dicembre e uno a marzo, con rischi chiaramente orientati verso la possibilità di un ultimo rialzo aggiuntivo qualora i vincoli sul lato dell’offerta a livello globale dovessero persistere nel corso del prossimo anno”, fa sapere Max Stainton, senior global macro strategist di Fidelity International.
LO SCENARIO DI BASE DI FIDELITY
Una impostazione incentrata sullo scenario di base di Fidelity per il resto dell’anno e per il 2027. “Prevediamo un proseguimento della significativa dinamica di crescita per l’economia statunitense grazie agli ingenti investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale (AI). A questa solida traiettoria di crescita, va ad aggiungersi la rinnovata solidità del mercato del lavoro e un progressivo inasprimento delle condizioni finanziarie. Un contesto nel quale l’inflazione dovrebbe attestarsi al 3,4% circa entro la fine del 2026, per poi moderarsi al 2,5% nel corso del prossimo anno. In questo contesto di ripresa delle pressioni inflazionistiche, il FOMC nel suo complesso dovrebbe proseguire il ciclo di rialzi dei tassi ormai avviato” argomenta Stainton.
I CHIARIMENTI DEL PRESIDENTE WARSH
A proposito di FOMC, nella dichiarazione post meeting, è emerso un rafforzamento della valutazione dell’attività economica e una maggiore raccolta di informazioni in vista della prossima decisione. Nel corso della conferenza stampa, il presidente Warsh ha espresso alcuni chiarimenti sulla funzione di reazione del Comitato e sulle ragioni che hanno portato alla decisione di lasciare i tassi invariati (sebbene con il dissenso di due membri del Comitato, entrambi favorevoli a un ulteriore rialzo di 25 punti base). Ha ammesso che il dato sull’inflazione CPI di settembre non fosse coerente con l’obiettivo della Fed in materia di inflazione ma , al contempo, ha specificato che il Comitato non intende intervenire sulla base di un singolo dato, preferendo concentrarsi sull’andamento dei dati sottostanti.
IL NUOVO CALENDARIO DELLE RIUNIONI DEL FOMC
“I due voti dei membri del FOMC favorevoli ad un ulteriore rialzo dei tassi e questa descrizione della funzione di reazione della Fed confermano a nostro avviso l’orientamento restrittivo della Fed e la probabilità che debba procedere con un numero di rialzi superiore a quanto finora indicato” puntualizza il senior global macro strategist di Fidelity International. Il quale segnala anche una novità annunciata da Warsh per i prossimi due anni: “Il FOMC passerà a un calendario di riunioni 6+2, che consentirà al Comitato di dedicare spazio alla discussione della «strategia di politica monetaria», riducendo al contempo da otto a sei il numero di appuntamenti in cui verranno prese decisioni sui tassi di interesse”.