Da oltre un mese si aggira nell'aeroporto di Capodichino a Napoli. È un ragazzo sui 30 anni, dall'aspetto curato e dai modi gentili ma su di lui si è aperto un caso, o meglio un giallo. Non ha documenti né effetti personali, non ha denaro con sé e dice di non ricordarsi neppure il suo nome ma di sapere soltanto di essere svedese. Come sia arrivato allo scalo napoletano non è dato sapere, quel che invece appare ormai una certezza è che lo scalo sia diventato in queste settimane il suo unico riparo: ci trascorre praticamente tutta la giornata, dall'apertura alle 3.30 del mattino fino alla chiusura alle 22.30 di sera. Per la notte si arrangia come può cercando riparo nei dintorni.
Da un mese vive in aeroporto a Napoli ma non ricorda chi è -
Un personaggio che ricorda quello interpretato da Tom Hanks nel celebre film "The Terminal" e che non è passato inosservato: come riporta il quotidiano La Repubblica, con il passare dei giorni la sua presenza è diventata una costante silenziosa e garbata e il personale che lavora nei negozi dello scalo l'ha in un certo senso "adottato": alcuni gli offrono da mangiare, altri gli procurano dei vestiti puliti, altri ancora prodotti per la toilette. Adesso però per lui si pone un problema: lo scalo infatti è chiuso dall'1 novembre e non riaprirà per circa 30 giorni, a causa di alcuni lavori di manutenzione alla pista. Cosa ne sarà del misterioso ospite?
Il console si attiva -
Una domanda che si pongono in tanti e a cui Pierluigi Petrone, console onorario della Svezia a Napoli, sta tentando di trovare risposta. "L'ho incontrato, scambiando due chiacchiere in inglese. Mi ha detto soltanto di essere svedese e di non ricordare nulla sulla sua identità. È educato, non ha arrecato alcun fastidio. Ma come sia arrivato qui e perché continui a restarci non lo sappiamo" ha sottolineato il console a Repubblica. Ora si è attivata anche la polizia di frontiera che ha scritto all'ambasciata di Svezia a Roma parlando di "un presunto cittadino svedese" presente nello scalo napoletano da diversi giorni.
L'appello -
"Chi lo riconosce dalle fotografie ci aiuti, così potremo dargli una mano", sottolinea Petrone, nella speranza che la vicenda possa presto chiudersi con il ritorno a casa del 30enne misterioso. Una casa che, al momento, non si sa dove sia.