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Diego Armando Maradona Jr: "Aspetto sia fatta giustizia per la morte di mio padre"

Il figlio del grande calciatore argentino parla a "Verissimo" della scomparsa del genitore

© Da video

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Tra un rinvio e l'altro sono passati quasi sei anni, ma adesso il processo sulla morte di Diego Armando Maradona ha una data: la sentenza è attesa per il 22 dicembre. Sarà il primo verdetto su una vicenda dolorosa e intricata, segnata da polemiche e da elementi che negli anni hanno alimentato sempre più dubbi sulla gestione delle cure che il campione riceveva.

A ripercorrere questa lunga attesa è il figlio, Diego Armando Maradona Jr, ospite di Silvia Toffanin a "Verissimo". Con la conduttrice ricostruisce le tappe del procedimento giudiziario e il percorso personale affrontato dopo la scomparsa del padre. "Finalmente dopo sei anni, siamo vicini alla prima sentenza", dice. Il traguardo, però, non era scontato: "Abbiamo rischiato un nuovo annullamento poiché una sua cartella clinica era stata falsificata".

Nelle aule di tribunale, racconta, ha assistito a episodi difficili da credere. "Sto vedendo cose incredibili durante questo processo: prima la storia del giudice che aveva venduto i diritti a una piattaforma e poi gli scambi tra le cartelle cliniche di mio nonno e mio padre". Sono passaggi che, a suo avviso, mostrano quanto la ricerca della verità sia stata ostacolata.

Sulle responsabilità di chi aveva in cura il padre non ha dubbi, e non intende fermarsi a questo processo. L'uomo annuncia, infatti, di voler denunciare anche altre persone che, nel corso degli anni, avrebbero contribuito a isolare l'ex campione, impedendogli di andarlo a trovare durante i vari ricoveri. 

Accanto alla battaglia legale c'è un impegno più intimo: trasmettere ai propri figli il ricordo autentico di un uomo che Napoli continua ad amare. "Mio padre ha dato gioia alla mia gente", racconta. "Per me non era un umano, era un essere talmente buono e puro che lo ricordo come un supereroe".