Il figlio Samuel è nato in casa, e Emanuel Lo lo racconta a "Verissimo" come uno dei ricordi più belli della sua vita. "Doveva nascere in ospedale, ma poi siamo dovuti tornare a Roma e abbiamo deciso di fare il parto in casa", ricorda il coreografo e ballerino. "È stata un'esperienza magica". A colpirlo, oltre all'emozione in sé, è stata anche la modalità: "Il parto è avvenuto nella sua cameretta, è stato fatto in acqua, quindi è passato dall'acqua all'acqua".
Il ricordo si fa ancora più vivido quando arriva al momento decisivo. "Non mi scorderò mai quando è nato", premette. "Gli ultimi tre minuti del parto, Giorgia mi ha chiesto se volevo uscire. In quei tre minuti è nato Samuel". Poi il dettaglio che rende l'immagine indelebile: "Credevo di sentire a un certo punto piangere, invece non ho sentito nulla. Quando sono rientrato in camera, ho trovato Giorgia con Samuel in braccio. È stato bellissimo".
La famiglia che ne è nata, per lui, è ormai un punto fermo. "Metà della mia vita l'ho passata con Giorgia, è la mia nuova famiglia", afferma, riassumendo più di vent'anni di vita condivisa. Sul fronte delle nozze, il ballerino non nasconde che un passo in quella direzione c'è già stato, anche se non ha avuto seguito formale. "La proposta di matrimonio c'è stata. Gliel'ho chiesto davanti al camino e abbiamo pianto come degli scemi quando ci siamo detti sì", racconta. "Poi non abbiamo fatto nulla e sono passati 16 anni, abbiamo avuto un figlio".
Che il matrimonio arrivi o meno, per lui la sostanza non cambia. "Quel sì che ci siamo detti il giorno della proposta è stato il nostro matrimonio", spiega. Davanti al camino di casa, insomma, qualcosa si è comunque celebrato — e negli anni non si è mai sciolto.