Quello che vede quando entra in quella stanza è "un declino pesante". Evelina Sgarbi non ammorbidisce i termini parlando delle condizioni del padre, Vittorio, ricoverato da un mese al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite e una grave insufficienza respiratoria: "La situazione è stabile, ma critica".
Da allora la giovane lo va a trovare una volta a settimana. Ed è proprio dalle visite che nasce la paura più grande, raccontata a Silvia Toffanin con la voce incrinata: "Quando vado a trovarlo spero sempre che mi riconosca, ma non ne sono sicura. Mi sembra di vivere una situazione surreale, mi fa male vederlo in questo stato".
Il timore, però, non riguarda soltanto la salute. C'è anche proprio un rapporto che la 26enne teme di non riuscire più a ricucire: "Per me è un modo per fargli capire che ci tengo, nonostante le nostre difficoltà. Ma non nego che temo di non poter più recuperare il rapporto di un tempo".
Nel corso dell'intervista la giovane torna anche sul comunicato diffuso dalla compagna e dalla sorella di Sgarbi, respingendo le accuse ricevute: "Non è vero che divulgo notizie false, sono loro che mentono e dicono che sta bene, quando non è così".
A sostenerla, in questa fase, è soltanto la madre. Anche con gli stessi medici, racconta, il dialogo è difficoltoso: "Ho chiesto di prendermi in considerazione qualora dovessero prendere delle scelte importanti, ma mi hanno risposto che mi avrebbero aggiornato soltanto di persona. Questo conferma il fatto che vengo esclusa e non trovo giusto che mio padre sia in mano a queste persone".