IL FENOMENO

Walking club, a Milano il nuovo dating è camminare: "L'aperitivo? No, meglio due passi"

Il fenomeno che ha già conquistato anche Parigi, Londra e Berlino, arriva nel capoluogo lombardo e conquista sempre più persone

di Simona Pisoni
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Stop ai cocktail bar, alle app per fare amicizia, agli eventi di networking travestiti da aperitivo e ai running club per chi è allenato. La nuova socialità milanese ha un nuovo dress code: sneakers comode e zero aspettative. Ci si incontra sui social, si cammina per un'ora e mezza e, tra una chiacchiera e l'altra, si prova a trasformare perfetti sconosciuti in nuove amicizie. A Milano, dove anche un caffè al volo rischia di trasformarsi in un appuntamento da fissare con settimane di anticipo, sta succedendo qualcosa di curioso: le persone hanno cominciato a incontrarsi solo per camminare. Non per raggiungere una destinazione particolare, non per allenarsi in vista di una maratona e nemmeno per portare a spasso il cane. Semplicemente per stare insieme e conoscersi.

Si chiamano walking club e sono l'ultima declinazione della socialità urbana. Il principio è quasi disarmante per la sua semplicità: niente tavoli da prenotare, niente consumazioni obbligatorie e niente performance da esibire. Per una volta, Milano sembra aver scoperto il lusso di non dover fare niente di speciale. Qualcuno pubblica un invito su Instagram, stabilisce un punto di ritrovo e un orario, altre persone rispondono e, il giorno stabilito, un gruppo di sconosciuti si ritrova a passeggiare per la città. Si parla, si ride, si osserva quello che succede intorno e magari si torna a casa con un nuovo contatto in rubrica.

Il nuovo dating è senza appuntamento -

 Chi pensa che dietro queste iniziative si nasconda anche una certa curiosità sentimentale probabilmente non ha tutti i torti. Del resto, camminare accanto a qualcuno, senza l'imbarazzo di un tavolino e l'obbligo di sostenere una conversazione faccia a faccia, può essere un modo piuttosto efficace per rompere il ghiaccio. Non è esattamente uno speed date, ma nemmeno un incontro casuale al supermercato. È una zona intermedia, molto contemporanea, in cui si può conoscere qualcuno senza dichiarare apertamente di essere alla ricerca di qualcuno. Il vantaggio è che non c'è bisogno di inventarsi un personaggio. Si arriva come si è, magari ancora un po' assonnati, con le scarpe da ginnastica e la voglia di trascorrere una mattinata diversa. Durante il percorso si cambia interlocutore, si ascoltano storie, si scoprono interessi comuni e se non scatta nessuna particolare sintonia, resta comunque una passeggiata all'aria aperta.

La rivincita della passeggiata -

 Naturalmente, non tutti i walking club sono uguali. Accanto ai gruppi nati spontaneamente sui social ci sono iniziative promosse da personal trainer, palestre e professionisti del fitness. Alcune sono rivolte alle donne, altre a fasce d'età specifiche, come gli under 35. In certi casi la componente sportiva è più evidente, ma il desiderio di condividere un'esperienza resta centrale. La differenza rispetto ai running club è soprattutto nell'approccio. È una formula democratica, che non richiede attrezzatura particolare, abbonamenti o particolari abilità: non impone di trasformare ogni attività in una prestazione, mon bisogna dimostrare di avere fiato, resistenza o una particolare preparazione atletica: la conversazione conta almeno quanto il movimento.

Non è soltanto una mania milanese. Se Milano ha appena iniziato a scoprire il piacere di camminare in compagnia, altre capitali europee hanno già fatto di questa abitudine una vera occasione di aggregazione. A Londra, per esempio, i walking group sono diventati un fenomeno di costume già da qualche anno. Nel febbraio 2024 l'Evening Standard raccontava la crescita di gruppi come Overground, capace di riunire centinaia di persone nelle proprie passeggiate, e di comunità dedicate a chi desidera fare nuove amicizie senza passare necessariamente da una serata alcolica. Nel marzo 2026 anche Walk & Talk London è finito sotto i riflettori: il suo format propone incontri gratuiti in cui basta presentarsi per iniziare a camminare e conversare.

A Parigi il fenomeno ha assunto una dimensione ancora più vicina a quella milanese. Come raccontato da Le Parisien il 27 giugno 2026, The Walking Club, nato nel maggio 2025, organizza fino a tre passeggiate gratuite alla settimana. Il progetto intercetta soprattutto giovani adulti interessati a uscire dalla propria routine e a conoscere persone nuove. Il reportage racconta gruppi che attraversano la capitale, spesso anche in settimana, con l'obiettivo di rendere più semplice quella che nelle grandi città è diventata un'impresa: fare amicizia.

E poi c'è Berlino, dove il fenomeno ha assunto proporzioni decisamente spettacolari. Nel maggio 2026, secondo il Tagesspiegel, un appuntamento promosso attraverso TikTok ha portato circa 300 persone a passeggiare insieme. L'iniziativa, nata dall'idea di Allan Anders, ha preso ispirazione proprio dai running club, con una differenza fondamentale: non tutti hanno voglia di correre, ma quasi tutti possono fare una passeggiata. In Germania iniziative analoghe sono state segnalate anche a Dresda, Amburgo, Lipsia e Francoforte.

A Milano si è ancora all'inizio. Tra le protagoniste di questa piccola rivoluzione metropolitana c'è Federica, fondatrice di @walkclub.milano. Camminatrice quotidiana da nove anni, ha deciso di trasformare un'abitudine personale in un'occasione collettiva, portando anche nel capoluogo lombardo un format già sperimentato in altre città. L'idea è esplorare Milano a piedi, una domenica alla volta, con la possibilità di aumentare progressivamente la frequenza degli incontri. I numeri dei primi appuntamenti raccontano un interesse tutt'altro che marginale. Il 27 settembre, alle 10.30, il ritrovo è stato fissato al RIDE Milano, in via Valenza. In programma un'ora e mezza di passeggiata, seguita da un caffè per prolungare le conversazioni. I partecipanti sono stati quaranta. L'11 ottobre, per il secondo appuntamento, le prenotazioni sono andate esaurite e circa sessanta persone hanno percorso insieme il Naviglio Martesana.

C'è poi Marta, vocal coach e fondatrice di @ritmowalkclub. Il suo punto di partenza è ancora più quotidiano: trascorrere molte ore al chiuso, seduta, a lavorare con la voce degli altri, e sentire alla fine della giornata il desiderio di uscire, muoversi e soprattutto non farlo da sola. Da qui l'idea di creare un gruppo in cui camminare diventa anche un pretesto per conversare. Gli appuntamenti vengono condivisi sui social, mentre un canale WhatsApp permette alla community di restare in contatto.

C'è qualcosa di interessante, al di là della moda, in questo ritorno alla passeggiata collettiva: i walking club non parlano soltanto di fitness o di nuove tendenze lifestyle, ma raccontano anche il desiderio di recuperare una socialità, in cui incontrare qualcuno non significhi necessariamente spendere, consumare o aderire a un format particolarmente elaborato.

Le grandi città sono piene di persone, eppure trovare occasioni per creare relazioni autentiche non è sempre facile. Si lavora, si corre da un appuntamento all'altro, si resta connessi attraverso gli smartphone e spesso si finisce per frequentare sempre le stesse cerchie. I walking club provano a interrompere questo automatismo con un'idea elementare: uscire, incontrarsi per camminare. Certo, anche queste comunità nascono grazie agli algoritmi, agli inviti su Instagram e ai gruppi WhatsApp. Ma il risultato, almeno per un paio d'ore, è decisamente analogico: ci si guarda in faccia, si parla e si condivide uno spazio reale.

Probabilmente non tutti gli sconosciuti incontrati durante una passeggiata diventeranno amici per la vita, ma nelle città frenetiche, dove si ha sempre meno tempo per tutto, persino per conoscersi, a un che di affascinante e romantico l'idea che possa bastare presentarsi, cominciare a camminare, conoscersi e perché no, magari innamorarsi.

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