Se lo scudetto non è perso, poco ci manca. In casa interista ne sono tutti convinti dopo il ko nel derby milanese e lo stesso capitano nerazzurro Javier Zanetti ammette che da adesso in avanti sarà tutto molto più complicato: "Finché ci sono le possibilità di correre per lo scudetto noi ci proviamo, ma ora è tutto più difficile". A Hector Cuper, insomma, non resta che concentrarsi sulla Champions League per non rendere fallimentare un'altra stagione.
Anche perché adesso la classifica dice che lInter è precipitata a meno cinque punti dalla Juventus che stasera deve giocare a Bologna. La possibilità che aggiunga altre tre lunghezze al suo vantaggio renderebbe disperato ogni tentativo di assalto alla vetta. Senza considerare che i nerazzurri in campionato non stanno vivendo un grande momento: lo dimostra il solo punto conquistato nelle ultime tre partite. I gol del salvatore Bobo Vieri non possono più nascondere le magagne di un gioco che non c'è e non cè mai stato. Per Cuper, a cui letichetta di perdente è sempre più addosso, resta, come detto, il palcoscenico internazionale. Fallire anche lì potrebbe voler dire addio a Milano. Non che i suoi uomini gli abbiano dato una mano. Tuttaltro. A penalizzare la squadra interista negli ultimi tempi è stato un nervosismo imperante. Basta citare le ultime due uscite per capire come il timore di bruciarsi unaltra annata abbia fatto venire i nervi a fior di pelle. Mercoledì ne ha fatto le spese Emre, espulso per un fallo di reazione contro il Valencia, sabato sera è stato Cordoba a venire cacciato anzitempo dal campo. Come dire: o si vince facile o altrimenti mandiamo tutto allaria. Se poi succede, come nel derby, che anche il paladino Vieri ceda le armi, allora si salvi chi può. Perché Batistuta si sta dimostrando un pacco come aveva ironicamente annunciato Sensi poco tempo fa, perché Recoba è sempre Recoba. Ovvero gioco e segna quando vuole lui. E allora si salvi chi può. Cosa fare per non lasciar affondare la barca nerazzurra? Poco, anzi, pochissimo. Adesso è tutto nelle mani della Juve, senza dimenticare che il Milan è a pari punti con i nerazzurri. Se la banda di Marcello Lippi non si suiciderà, anche per questanno lo scudetto resterà un miraggio per lInter. Dunque tanto vale concentrarsi sulla Champions League e difendere con i denti l1-0 ottenuto nellandata dei quarti di finale contro il Valencia. Ci sono dieci giorni da qui alla sfida di ritorno per cancellare il ricordo della brutta serata del derby e provare a non gettare al vento quanto di buono fatti sinora. Toccherà a Cuper ricompattare un gruppo che perde pezzi. Il morale è a terra, ma nessuno, per fortuna, sembra aver voglia di rovinare tutto. A questo si devono aggrappare i tifosi interisti, su questo Massimo Moratti confida per non sentirsi dire di aver sbagliato tutto. Ancora una volta.