La nota

Caso Siher, Anm Milano: "Inauditi attacchi sessisti a giudice e pm"

Immagini delle magistrate accompagnate da gravi commenti diffamatori

© Ansa

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"L'immagine di alcune magistrate, requirenti e giudicanti, impegnate in indagini ampiamente raccontate dagli organi di informazione, è stata non soltanto diffusa pubblicamente, ma accompagnata da commenti e attacchi di inaudita gravità, dai contenuti apertamente diffamatori e connotati da una evidente matrice sessista". Lo denuncia l'Anm di Milano riferendosi agli insulti che stanno circolando, soprattutto sul web, nei confronti della gip Tiziana Landoni che ha scarcerato Youssef Siher, ma anche della pm Francesca Crupi, scambiata per la giudice in una foto.

"Attacchi gravi, diffamatori e di matrice sessista" -

 C'è "particolare preoccupazione" per queste aggressioni personali. "Si dice spesso - scrive la sezione distrettuale milanese dell'Anm - che i magistrati parlino attraverso i loro provvedimenti e che la loro immagine personale non appartenga alla dimensione della comunicazione pubblica. Proprio per questo, quanto sta accadendo in queste ore desta particolare preoccupazione". "L'immagine di alcune magistrate, requirenti e giudicanti, impegnate in indagini ampiamente raccontate dagli organi di informazione - spiega l'Anm milanese - è stata non soltanto diffusa pubblicamente, ma accompagnata da commenti e attacchi di inaudita gravità, dai contenuti apertamente diffamatori e connotati da una evidente matrice sessista". Per questo, l'Anm di Milano "esprime alle colleghe la propria piena e incondizionata solidarietà, condannando ogni forma di aggressione personale che, travalicando il legittimo diritto di critica, finisce per colpire la dignità delle persone e, in particolare, delle donne che esercitano funzioni pubbliche". Intanto, come si è saputo già ieri, i vertici del Tribunale di Milano stanno monitorando i canali social per verificare alcune minacce nei confronti della gip Landoni. I carabinieri in dotazione della dirigenza stanno effettuando un controllo su chat e post sul web e hanno già individuato una serie di frasi minatorie. Tutto ciò per eventuali segnalazioni alla Prefettura, affinché valuti se è il caso di mettere a disposizione della giudice "strumenti di protezione e tutela".

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