AL VIA LA tournée

Paolo Ruffini riporta in scena "Il Piccolo Principe": "Ci restituisce la fantasia"

Il classico di Antoine de Saint-Exupéry torna a teatro in una nuova veste più onirica e una rilettura capace di coinvolgere grandi e piccoli

di Simona Pisoni

In un tempo in cui tutto deve essere mostrato e condiviso sui social, lasciare spazio alla fantasia sembra quasi un gesto controcorrente. La nuova rivisitazione teatrale de "Il Piccolo Principe" non racconta tutto attraverso le sole parole dei personaggi, si affida molto all'immaginazione degli spettatori e che allo stesso tempo ci ricorda che non tutto ciò che conta può essere misurato, fotografato o raccontato attraverso immagini. Esistono emozioni, legami e pensieri che richiedono uno sguardo diverso, più profondo e libero dai condizionamenti del mondo adulto. Per Paolo Ruffini, che, nello spettacolo diretto da Stefano Genovese veste i panni dell'Aviatore, il successo intramontabile del libro sta proprio nella sua capacità di riportarci in contatto con qualcosa che nella vita quotidiana rischiamo di perdere: "Il Piccolo Principe ci permette di riscoprire il concetto di fantasia, quella che sempre più spesso viene a mancare".   

La particolarità di questa versione de "Il Piccolo Principe" sta proprio nella scelta di non affidare tutto alla parola. Pur mantenendo i dialoghi e gli incontri con i diversi personaggi che popolano il viaggio del protagonista, il regista costruisce un'esperienza nella quale molto viene lasciato all'immaginazione degli spettatori. Non si tratta semplicemente di portare sul palcoscenico le pagine del capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, riproducendone fedelmente gli episodi, ma di trasformarne lo spirito in un linguaggio teatrale capace di evocare e coinvolgere. Il pubblico non riceve ogni risposta già confezionata: è invitato a completare il racconto con la propria fantasia, a immaginare ciò che accade e a lasciarsi trasportare dalle suggestioni della scena.

È una scelta particolarmente interessante, perché restituisce al teatro una delle sue qualità più preziose: la possibilità di creare mondi senza dover necessariamente mostrare tutto. Attraverso la combinazione di recitazione, musica, canto, esibizioni circensi, lo spettacolo accompagna gli spettatori in un viaggio emotivo nel quale le immagini sceniche si intrecciano con quelle che ciascuno costruisce dentro di sé. Ogni personaggio e ogni incontro diventano così occasioni per riscoprire il significato della storia, ma anche per attribuirle un senso personale. Il messaggio diventa quasi un invito a rallentare, a sottrarsi per qualche momento alla continua connessione e a recuperare la capacità di immaginare ciò che non è immediatamente visibile. 

"Il Piccolo Principe" è un libro che ha attraversato generazioni: si legge da bambini, ma si riscopre da adulti, trovando ogni volta significati nuovi, sfumature inaspettate e domande che forse, crescendo, avevamo dimenticato di porci. Ed è proprio questa la straordinaria forza dell'opera di Antoine de Saint-Exupéry: non offrire mai una sola interpretazione, ma lasciare a ciascuno la possibilità di riconoscersi nella storia secondo la propria età, sensibilità ed esperienza e questa rivisitazione teatrale la esalta 

Nicholas Ori è "Il Piccolo Principe" -

 Al centro della storia c'è il piccolo principe: un bambino capace di mettere in discussione le certezze degli adulti e di offrire prospettive che spesso sfuggono a chi è cresciuto. "Il fatto che il protagonista sia piccolo è qualcosa di estremamente potente: - ha aggiunto Paolo Ruffini - spesso i bambini vengono considerati gli ultimi nella catena di pensiero, quando invece hanno tantissimo da dire". Una convinzione che si intreccia direttamente con il rapporto professionale e umano instaurato con Nicholas Ori, che Ruffini ha conosciuto circa tre anni fa, quando il giovanissimo artista si era presentato al programma Il Babysitter portando una canzone intitolata Il pidocchio blu. "Mi disse di averla scritta per combattere la tristezza e questa cosa mi ha colpito. - ha sottolineato l'attore - È un bambino di una profondità unica e con una sensibilità straordinaria. È un’anima antica, consegna prospettive e punti di vista di una genialità incredibile. Sono davvero contento di lavorare nuovamente insieme a lui".

Uno spettacolo per bambini e adulti -

 Se c'è una ragione per cui questo spettacolo merita di essere vissuto in famiglia è proprio la sua capacità di parlare a pubblici diversi. I bambini possono lasciarsi conquistare dalla storia, dai personaggi, dalla musica e dalla dimensione fantastica della rappresentazione, mentre gli adulti hanno l'opportunità di ritrovare significati che magari avevano incontrato durante una prima lettura in un periodo diverso della propria vita, ma che il tempo e le esperienze personali hanno trasformato. Rileggere da grandi "Il Piccolo Principe", oppure riscoprirlo attraverso il teatro, significa spesso scoprire un libro diverso. Non perché le parole siano cambiate, ma perché siamo cambiati noi: quello che da bambini poteva sembrare soltanto un racconto fantastico può diventare, con il passare degli anni, una riflessione sull'amore, sull'amicizia, sulla responsabilità, sulla solitudine e sul modo in cui guardiamo il mondo.

Ed è forse proprio questa la caratteristica più straordinaria dell'opera di Saint-Exupéry: non esiste un'età giusta per leggerla e non esiste un momento in cui si possa dire di averla compresa definitivamente. Ogni ritorno al Piccolo Principe può aprire una prospettiva nuova. Lo spettacolo di Genovese si inserisce in questa dimensione, offrendo ai genitori e ai figli la possibilità di condividere la stessa esperienza, pur portando a casa emozioni e riflessioni differenti. In fondo, il viaggio del Piccolo Principe serve anche a questo: ricordare agli adulti le cose più importanti si percepiscono con l'animo, come l'amore, l'amicizia, la cura, il tempo dedicato agli altri e i legami autentici, perché come insegna la volpe: "Non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi".

Un successo senza tempo -

 Pubblicato nel 1943, Il Piccolo Principe è oggi un fenomeno letterario e culturale di portata internazionale: tradotto in oltre 600 lingue e dialetti, ha venduto più di 200 milioni di copie nel mondo, di cui 19 milioni in Italia, ed è stato inserito dal quotidiano francese Le Monde tra i migliori libri del Novecento.

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