Come ad agosto 2023

Istat, inflazione a ottobre +5,4%: è il dato più alto da oltre tre anni

L'accelerazione risente dell'aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale

© Da video | L'inflazione rialza la testa: +1,3%, livello più alto dal 2018

© Da video| L'inflazione rialza la testa: +1,3%, livello più alto dal 2018

Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel mese di ottobre 2026 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,9% su base mensile e a +5,4% su base annua (da +4,2% del mese precedente). La dinamica dell'inflazione è influenzata prevalentemente dall'andamento dei prezzi degli energetici, regolamentati (da +25,8% a +59,5%) e non (da +22,5% a +29,4%), di quelli degli alimentari non lavorati (da +5,5% a +7,5%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%), cui si aggiunge l'attenuazione del calo dei prezzi degli alimentari lavorati (da -0,6% a -0,2%).

Il dato più alto da oltre tre anni -

 Questo +5,4% su base annua è il dato più alto da oltre tre anni, tornando a quello di agosto 2023. Dopo casa, elettricità e combustibili, la divisione di spesa che è cresciuta di più su base tendenziale è quella dei trasporti (+9,3%) seguita da informazione e comunicazione (+4%). Il settore che ha avuto l’andamento più contenuto è quello di abbigliamento e calzature (+0,7%) ma una crescita dei prezzi contenuta è stata registrata anche dalla sanità (+1,3%) e l'istruzione (+1,3%). Ristoranti e alloggio segnano un +3,3% tendenziale, mentre per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche si registra a ottobre un +2,9%. L'inflazione acquisita per il 2026 per abitazione, acqua, elettricità e combustibili è del 7,8% mentre quella acquisita per i trasporti è già al 5%.

A settembre retribuzioni +2,5%, meno dell'inflazione -

 L'indice delle retribuzioni contrattuali orarie, a settembre 2026, rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta del 2,5% rispetto a settembre 2025. L'aumento tendenziale è stato del 2,3% nel settore privato (3,3% nell'agricoltura, 2,6% nell'industria e 2,1% nei servizi privati) e del 3,2% per la P.A. Lo comunica l'Istat sottolineando che nei primi nove mesi dell'anno la retribuzione oraria media è cresciuta del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. "Per il secondo trimestre consecutivo - sottolinea l'Istituto - la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali è inferiore a quella dell'inflazione".

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