Interrotta la "neutralità delle urne laiche"

Elezioni midterm, anche Papa Leone XIV voterà: è il primo pontefice della storia della Chiesa a esprimersi alle urne

Il pontefice di Chicago eserciterà il diritto di voto per corrispondenza nell'Illinois. I precedenti e il peso dello scontro a distanza con Trump

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Il sorriso di papa Leone XIV quando vede una maglia o un cappellino dei "suoi" Chicago White Sox - ormai The Pope's Team, la squadra del papa - tradisce in maniera abbastanza evidente che il capo della Chiesa è cittadino della Terra intera, ma lo è un po' di più a stelle e strisce. Proprio per questo, perché è Vicario di Cristo ma anche uomo di mondo, che alle prossime elezioni di midterm del 3 novembre papa Leone esprimerà il suo voto. Diventando così il primo pontefice della storia della Chiesa cattolica a esprimere la sua preferenza in un'elezione politica, e dunque laica. 

La scheda elettorale recapitata dal fratello in Vaticano -

 La richiesta di papa Leone di ricevere una scheda elettorale per corrispondenza risale al 3 ottobre. Ad anticiparlo il Chicago Sun-Times, secondo cui il fascicolo sarebbe stato recapitato all'indirizzo di residenza che il pontefice ha ancora a New Lenox, nella periferia meridionale di Chicago. A quell'indirizzo abita il fratello John, che proprio settimana scorsa - in visita al Vaticano con una cinquantina di parrocchiani della chiesta cattolica di New Lenox - avrebbe portato la scheda elettorale a Leone, per poi riportarla probabilmente indietro e depositarla negli uffici elettorali della contea di Will. Il pontefice sulla corsa al Senato degli Stati Uniti per la sostituzione del senatore Dick Durbin e sulla campagna per la rielezione del governatore dell'Illinois JB Pritzker, oltre che su una serie di elezioni giudiziarie e amministrative della contea di Will.

La conferma dell'amministrazione: "Prevost ha chiesto la scheda" -

 A confermare l'intenzione del papa di votare alle prossime urne americane, decisive per la seconda presidenza Trump, è stato lo stesso ufficio del segretario della contea di Will: "Robert Francis Prevost figura nell’elenco delle persone che hanno richiesto il voto per corrispondenza". "Secondo la legislazione dell’Illinois chiunque può votare per posta se lo desidera", ha spiegato Matt Dietrich, portavoce della commissione elettorale dello Stato dell’Illinois. "Esiste anche una legge chiamata Uocava (Uniformed and overseas citizens absentee voting act, che permette il voto dall'estero, ndr), che riguarda principalmente i militari. Ma si applica anche ai cittadini statunitensi che si trovano all’estero". 

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Un murale a Chicago ritrae il pontefice con il cappello dei White Sox

Tutte le altre volte in cui Leone ha votato -

 Che Prevost fosse un pontefice particolarmente attivo nella politica di casa sua era già noto. Subito dopo la sua elezione al soglio pontificio, i registri elettorali degli ultimi decenni erano stati scandagliati in cerca del suo nome. E il risultato era stato quantomeno variegato: il papa ha infatti espresso la sua preferenza alle primarie repubblicane del 2012, 2014 e 2016; a quelle democratiche nel 2008 e del 2010. Ha poi recapitato la sua scheda elettorale per le elezioni presidenziali o midterm del 2012, 2014, 2018 e 2024. Alle ultime primarie dell'Illinois, tenutesi a marzo per i Democratici e per i Repubblicani, non avrebbe invece votato.

Gli scontri Trump-Leone -

 A pesare quest'anno sulla sua decisione di partecipare alla vita politica è stato probabilmente anche il lungo batti-e-ribatti a distanza con il presidente americano Donald Trump. Dal blitz in Venezuela alla guerra in Iran fino alla gestione violenta dell'Ice e del controllo dell'immigrazione, tra famiglie separate ed espulsioni di massa: su tanti campi differenti è arrivata puntuale e tagliente la critica del pontefice. La risposta del tycoon si è spesso affidata a immagini generate con l'Ia - poi puntualmente cancellate - o ad attacchi personali contro papa Leone. 

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