LA TESTIMONIANZA

Incidente ferroviario di Toledo, il racconto del 21enne italiano: "Corpi irriconoscibili, non dimenticherò quell'orrore"

Antonio Narciso, studente foggiano in Erasmus a Cordova, era a bordo di un treno diretto a Madrid: è sceso dal convoglio per aiutare i feriti

© Facebook

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Doveva raggiungere Madrid e prendere un aereo diretto a Edimburgo, ma il viaggio in treno per Antonio Narciso, studente italiano in Erasmus da settembre a Cordoba, si è trasformato in un incubo che ricorderà per tutta la vita. Il 21enne originario di Foggia si trovava insieme alla fidanzata su un terzo convoglio diretto a Madrid, che ha rischiato di essere coinvolto nell'incidente ferroviario di Toledo, in Spagna. Il treno si è fermato a circa 300 metri dal punto dello schianto, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ancora più gravi.

Antonio Narciso, in un'intervista rilasciata a Il Messaggero, ha ripercorso le fasi dell'incidente e ciò che ha visto subito dopo, quando ha deciso di scendere dal treno per prestare aiuto alle persone coinvolte. "Le immagini erano molto crude. - ha raccontato - Alcune persone erano già decedute, altre si trovavano ancora nelle carrozze. Molte erano irriconoscibili".

La prontezza del macchinista ha evitato il peggio -

 A impedire al convoglio di raggiungere il luogo dell'incidente è stata la tempestività del macchinista. Non si vedevano fiamme, ma la presenza di quella colonna scura aveva fatto pensare a un problema legato al combustibile. Durante il viaggio, infatti, l'uomo ha notato davanti a sé una densa nube nera e ha intuito che qualcosa non andava. "Il nostro macchinista si è accorto che davanti a noi si era alzata una nube nera" ha raccontato il 21enne.  La reazione è stata immediata: il conducente ha azionato il freno di emergenza, arrestando il treno prima che potesse avvicinarsi ulteriormente alla zona del disastro. I passeggeri si sono così ritrovati a circa 300 metri dal punto dell'impatto. Un dettaglio, quello della frenata tempestiva, che potrebbe aver cambiato radicalmente il destino delle persone a bordo.

Antonio scende dal treno per soccorrere i feriti -

 Una volta fermo il convoglio, è stato chiesto ai passeggeri se ci fossero medici, appartenenti alle forze dell'ordine o volontari della Protezione civile disponibili a intervenire. Antonio, che in Italia svolge attività di volontariato nella Protezione civile, non ha avuto esitazioni e si è messo immediatamente a disposizione dei soccorritori. Quando ha raggiunto l'area dell'incidente, la situazione che gli si è presentata davanti era drammatica. Il giovane ha descritto una scena estremamente confusa, nella quale era persino difficile rendersi conto di ciò che si aveva davanti. "C'erano persone riverse a terra. Alcune erano già morte, altre intrappolate nelle carrozze. Molte erano irriconoscibili, tanto erano gravi le ferite" ha raccontato.

Tra i feriti anche una giovane italiana -

 Nel corso dei soccorsi, Narciso ricorda di aver incontrato anche una ragazza italiana. Non è riuscito a sapere se si trovasse in Spagna per motivi di studio, magari proprio attraverso il programma Erasmus, oppure se vivesse stabilmente nel Paese. La giovane era riuscita a uscire autonomamente dal treno incidentato e si era diretta verso i soccorritori. Successivamente è stata accompagnata in ambulanza per ricevere le cure necessarie. In quei momenti, racconta Antonio, la confusione era tale che non era semplice raccogliere informazioni o ricostruire con precisione quanto stesse accadendo.

La fidanzata è rimasta sul treno -

 Anche la fidanzata del 21enne ha contribuito a prestare assistenza, seppure in un luogo diverso. Mentre Antonio raggiungeva la zona dello schianto per collaborare con i soccorritori, lei è rimasta a bordo del convoglio per aiutare gli altri passeggeri. Una volta terminata la fase più concitata dell'emergenza, i due hanno ricevuto assistenza dalle autorità. La Farnesina è entrata in contatto con loro attraverso la Polizia nazionale spagnola. Per consentire ai passeggeri di proseguire il viaggio e raggiungere la capitale, è stato organizzato un trasferimento in autobus fino a Madrid, con la scorta della Croce Rossa.

Il ritardo di 22 minuti -

 C'è un particolare che, ripensando a quanto accaduto, continua a colpire Antonio: il treno su cui viaggiava era partito con 22 minuti di ritardo rispetto all'orario previsto. Una circostanza apparentemente banale, che oggi assume un significato completamente diverso. Se il convoglio fosse partito puntualmente, infatti, avrebbe potuto trovarsi in una posizione molto più pericolosa al momento dell'incidente. "Se fosse partito in orario, probabilmente saremmo rimasti coinvolti anche noi e forse oggi non sarei qui a raccontarlo" ha aggiunto.

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